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Duplice omicidio in agriturismoAkis : sentenza confermata

Duplice omicidio in agriturismo Akis :sentenza confermata

Rosario Grasso è stato condannato in appello alla pena di 29 anni. E' accusato di aver ucciso nell'acese due esponenti del clan dei Laudani, i cui corpi non furono mai ritrovati

Duplice omicidio in agriturismo Akis :sentenza confermata

Catania  - Ventinove anni in primo grado e ventinove in appello. E’ la sentenza confermata dai giudici della Corte di Assise d’appello (presidente Salvatore Costa) nei confronti di Rosario Grasso, accusato di essere il responsabile del duplice omicidio di Giuseppe Spampinato (40 anni) e Francesco Grasso (34), esponenti del clan dei Laudani uccisi all’interno del suo agriturismo l’Akis, in territorio acese e i cui corpi non furono mai ritrovati.

 

La loro scomparsa venne denunciata dai familiari nel febbraio di cinque anni fa (l’ultima volta in cui furono visti fu nel pomeriggio di lunedi 21 febbraio 2011 ad Aci Catena mentre si allontanavano a bordo di una Bmw X 3 di colore grigio metallizzato). Le indagini dei carabinieri, allora coordinate dai sostituti procuratori Giovannella Scaminaci e Pasquale Pacifico, della Direzione distrettuale antimafia, portarono poi al fermo del proprietario della struttura agrituristica Akis, Rosario Grasso, anch’egli catenoto.

 


Una vicenda che portò all’arresto dell’uomo solo in un secondo momento, Grasso infatti negò inizialmente ogni coinvolgimento nella vicenda, anche sul locale. Poi, incalzato dalle indagini, ammise che i due erano stati uccisi all’interno dell’agriturismo, ma da sicari che compiuto il delitto scapparono subito dopo facendo perdere di vista le loro tracce. Una versione che non convinse gli investigatori, tornati alla carica e forti anche di alcuni rilievi specifici emersi dalle indagini (determinanti le tracce di sangue) che fecero arrestare l’uomo accusato poi del delitto. I corpi delle vittime non furono però mai ritrovati e inutili risultarono anche le varie “battute” a tappeto dei militari che utilizzarono anche un escavatore all’interno della struttura per cercare i cadaveri. Sulla sua resposnabilità però nessun dubbio da parte della giustizia, come sancirono in primo grado i giudici della Corte d’Assise (presidente Rosario Cuteri). Con lui al termine del processo venne condannato a un anno e mezzo per false dichiarazioni anche uno dei suoi figli, Filippo Grasso.

 

Assolti invece la moglie e l’altro figlio Angelo. La condanna di Filippo Grasso è stata adesso riformata dai giudici d’appello che l’hanno scontata di sei mesi portandola a un anno ma sospendendone la pena. Una vicenda che ha impegnato a fondo gli investigatori e che ha sancito un’altra tappa del suo percorso. Potrebbe però non essere ancora calato il sipario sul processo essendoci la possibilità per la difesa di ricorrere in Cassazione.

 

Orazio Provini

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