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Scordia, in fumo due capannoni e il lavoro di oltre venti persone

Scordia, in fumo due capannoni e il lavoro di oltre venti persone

Due diversi roghi che potrebbero essere accomunati dalla stessa matrice, quella dolosa, che a Scordia ha già messo in ginocchio tante altre aziende

Scordia, in fumo due capannoni e il lavoro di oltre venti persone

SCORDIA - Due incendi di vaste proporzioni a poche ore di distanza e che potrebbero essere accomunati dalla stessa matrice, quella dolosa, la stessa che a Scordia ha messo in ginocchio negli anni scorsi altre aziende costrette a ripartire da zero o a chiudere per sempre. Due capannoni sono andati in fumo nel pieno dell’attività agrumicola, con circa venti persone, padri di famiglia, rimasti senza lavoro.

 

Il primo incendio è avvenuto l’altro ieri notte, in contrada Castagna, a circa 7 chilometri dal centro abitato in un capannone gestito da uno scordiense che al momento in cui si sono sprigionate le fiamme si trovava ricoverato in ospedale. L’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Catania Sud è riuscito a domare le fiamme prima che l’intero opificio andasse completamente distrutto. Sono andate in fumo tante cassette per gli agrumi e buona parte dell’attrezzatura per la lavorazione.

 

Più grave, invece, l’incendio che si è sviluppato ieri sera intorno alle 19 nel capannone che si trova in contrada Fico, a pochi metri dallo stadio comunale, sulla strada provinciale per Palagonia in quel momento molto transitata da chi rientrava dalla festività del 25 aprile. Immediatamente è stato dato l’allarme, con le fiamme che hanno sprigionato un fumo acre e nero e una nuvola che, sospinta dal vento, si è spostata verso il centro abitato attirando la curiosità di tanti cittadini che hanno creato qualche problema alla viabilità. I mezzi dei vigili del fuoco sono arrivati sul posto dopo un’ora. Un dispiegamento di uomini e mezzi notevole che ha portato a Scordia ben 6 mezzi autopompa dotati di serbatoio e 3 fuoristrada che hanno trovato qualche difficoltà a reperire acqua in zona, malgrado il sindaco abbia seguito le fasi dello spegnimento dando ordine ai tecnici di riaprire l’acqua visto che negli ultimi tempi, a causa della carenza idrica, viene “chiusa” nelle prime ore del pomeriggio.

 

Gli operatori del 115 hanno dovuto lavorare parecchio per buona parte della notte, anche con l’ausilio di bombole di ossigeno, per avere ragione delle fiamme e per mettere in sicurezza l’abitazione dei proprietari attigua al capannone, una enorme catasta di legna e molto altro materiale infiammabile. L’intero capannone e tutte le attrezzature utilizzate per la lavorazione degli agrumi sono andati completamente distrutti tra la disperazione dei proprietari che non riuscivano a darsi pace per l’accaduto, e in poche ore hanno visto andare in fumo tanti anni di sacrifici economici.

 

Sul posto sono giunti anche i carabinieri della compagnia di Palagonia, diretti dal maggiore Felice Pagliara, e i colleghi della locale stazione. E’ ancora troppo presto per affermare con certezza che possa trattarsi di incendio doloso. Si sa per certo che l’incendio dell’altra notte nel capannone di contrada Castagna, non era il primo, ma era già stato preso di mira qualche anno. 

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