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Inaugurazione ufficio Frontexa Catania. Il no di Rete Antirazzista

Inaugurazione ufficio Frontex a Catania. Il no di Rete Antirazzista

In arrivo il Commissario alla Migrazione Avramopoulos e il ministro Alfano. Per la Rete «negazione dei diritti umani e non città luogo di accoglienza»

Inaugurazione ufficio Frontex a Catania. Il no di Rete Antirazzista

CATANIA -  Raccoglie già dissenso l'arrivo di domani a Catania del Commissario alla Migrazione, Dimitris Avramopoulos e del ministro dell'Interno Angelino Alfano che con Fabrice Leggeri, direttore Frontex,  inaugureranno l' European Regional Task Force. Tra gli oppositori di Frontex c'è la Rete Antirazzista Catanese che sull'evento di domani ha diffuso una nota.
 

«Il 26 giugno 2015 è stato firmato tra il Sindaco di Catania, Enzo Bianco, e il direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri,  - sostiene la Rete Antirazzista  - l’accordo per l’apertura a Catania, presso l'ex Monastero di Santa Chiara, del nuovo ufficio dell’Agenzia Frontex (operativo da marzo 2016) che si chiama EURTF e che sarà la sede di una task force regionale e che prevede l'invio in Sicilia di numerosi pattugliatori, elicotteri, aerei e forze di polizia. L’apertura di una sede di Frontex a Catania rappresenta una scelta gravissima che porterà ad un ulteriore incremento delle violazioni dei Diritti fondamentali dei migranti e ad un’ulteriore militarizzazione della Sicilia. Ma cos’è Frontex? E’ l’agenzia europea per la gestione della cooperazione alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione Europea, è stata creata il 26 ottobre 2004 e ha, tra le i suoi compiti,  amministrare il sistema europeo di sorveglianza delle frontiere esterne (Eurosur), addestrare e fornire strumenti militari e tecnici alle forze di polizia presenti alle frontiere, realizzare operazioni di controllo e  schedatura dei migranti (come “Mos Maiorum”) e organizzare deportazioni da porti e aeroporti europei».

 

«FRONTEX - sostiene ancora la Rete -  significa violazione dei diritti umani. Come dimostrato da numerosi report e inchieste, le azioni militari di Frontex violano i Diritti Umani tra cui il diritto a emigrare, il diritto a chiedere protezione internazionale (che è un diritto individuale e di ogni essere umano) il principio di “non respingimento” e il divieto di espulsioni collettive (tra le attività di Frontex vi è il coordinamento e la realizzazione di respingimenti collettivi come quelli recenti dalla Grecia alla Turchia e quelli dagli aeroporti europei. Questi Diritti sono sanciti universalmente dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, dalla Carta Europea dei Diritti Fondamentali, dalla Convenzione di Ginevra, dalla stessa Costituzione Italiana e da altre fonti normative europee ed internazionali.

 

FRONTEX SIGNIFICA SPESE INGENTI E INCONTROLLATE PER OPERAZIONI E MEZZI MILITARI  Frontex svolge, in cooperazione con numerosi Paesi UE e non-UE, azioni di tipo militare incentrate sul controllo e sui respingimenti alle frontiere esterne dell’UE. Per l’Agenzia Frontex l'Unione Europea ha stanziato 642 milioni di euro in dieci anni. Il bilancio di Frontex nel 2015 è stato di 114 milioni e nel 2016 è di 254 milioni.  Amnesty International nel rapporto del 2014 “Il costo umano della Fortezza Europa” afferma che tra il 2007 e il 2013 l’UE ha speso quasi due miliardi di euro per controllare le sue frontiere esterne e appena 700 milioni per assistere i richiedenti asilo».

 

La Rete Antirazzista catanese evidenzia ancora le proprie ragioni spiegando di «non volere Frontex perchè in tal modo Catania diventerebbe un luogo per la negazione dei diritti dei migranti e non un luogo di accoglienza. Chiediamo invece una Sicilia libera da basi e mezzi militari, l’apertura di corridoi umanitari ed un Diritto d’asilo europeo per tutti i migranti che fuggono da morte e persecuzioni. 

 

 

 

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