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Pozzallo, arrivano superstiti di un naufragio

Pozzallo, arrivano superstiti di un altro naufragio Ma all'appello mancano almeno 25 migranti

La polizia arresta scafista: a bordo anche due cadaveri VIDEO

Pozzallo, arrivano superstiti di un altro naufragio Ma all'appello mancano almeno 25 migranti

Questa volta lo scafista subito individuato dalla Polizia si Pozzallo è accusato anche della morte come conseguenza di altro delitto di almeno altri 25 migranti, oltre che del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Si tratta si un maliano di 24 anni che sarebbe stato l’uomo al timone di un gommone che si è bucato al largo della Libia, facendo così finire tutti e 125i migranti in acqua, 25 dei quali sono poi morti annegati.

I migranti tutti provenienti da paesi del centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati e identificati, a breve verranno subito dopo trasferiti in altri centri. Nel 2016 all’Hot Spot di Pozzallo hanno già fatto ingresso 5.221 migranti in occasione di 15 sbarchi.

L’inchiesta ha preso il via dopo l’arrivo a Pozzallo della mave norvegese Siem Pilot con a bordo i sopravvissuti, ma anche due cadaveri e 10 persone in precario stato di salute.

In totale i migranti recuperati insieme ai cadaveri erano 99, dato che ha fatto subito allarmare i poliziotti, considerato che solitamente i passeggeri dei gommoni vanno da 115 a 130.

I sopravissuti hanno riferito che i libici dopo aver caricato oltremodo il gommone, con circa 120/130 persone, hanno fatto salire a bordo lo scafista che fino a quel momento non era mai stato visto dai migranti all’interno della connection house; dopo qualche centinaio di metri dalla battigia uno dei membri delle organizzazioni libiche si è tuffato in mare lasciando il comando allo scafista oggi arrestato con il quale aveva prima raggiunto un accordo.

Passate 6/8 ore di navigazione, in prossimità delle acque internazionali, il gommone si è forato ed immediatamente uno dei tubolari si è afflosciato facendo perdere equilibrio al natante.

Nonostante tutto, i migranti restavano saldi al gommone senza cadere in mare e dopo poco notavano un mercantile e chiedevano subito soccorso.

Il mercantile, considerate le enormi dimensioni e difficoltà di avvicinamento, segnalava la presenza di un natante in difficoltà e pertanto veniva inviato sul posto un pattugliatore della marina militare spagnola.

Durante l’attesa dei soccorsi, i migranti si agitavano e il gommone versava in condizioni sempre più precarie, pertanto il comandante della nave mercantile prestava soccorso gettando una rete sulla quale potersi aggrappare ed una biscaglina, ovvero una scala in corda e legno utilizzata in casi di emergenza.

I migranti, considerato che ormai erano stati agganciati dal mercantile si gettavano in mare per raggiungere la scala in corda ma nella foga, molti di loro venivano travolti dagli altri compagni e non sapendo nuotare andavano subito a fondo.

Chi è rimasto aggrappato al gommone si è salvato, mentre dai 20 ai 30 migranti tutti di origini centro africane sono andati subito a fondo senza più riemergere.

Nelle more delle fasi di salvataggio sopraggiungeva un pattugliatore spagnolo che traeva in salvo 14 migranti ancora in mare e recuperavava 2 cadaveri. Poi l’arrivo della nave della Polizia norvegese “siem pilot” che li accompagnava a Pozzallo.

Nel 2016 sono 54 gli scafisti fermati in provincia di Ragusa. Lo scorso anno sono stati arrestati 150 scafisti dalla Polizia Giudiziaria.

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