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Licata, sale la tensione sulle demolizioni

Licata, sale la tensione sulle demolizioni data alle fiamme casa del papà del sindaco

Continua protesta degli abusivi, arriva il ministro Alfano FOTO

Una quarantina di amministratori in piazza al fianco di Cambiano

Licata, sale la tensione sulle demolizioni data alle fiamme casa del papà del sindaco

LICATA - Imprevisto epilogo questa sera alla turbolenta vicenda della demolizione degli immobili abusivi a Licata. Ignoti hanno dato alle fiamme, infatti, la casa del padre del sindaco Angelo Cambiano, quasi certamente per vendicarsi della determinazione con la quale il figlio ha dato corso alle demolizioni disposte dalla Procura della Repubblica di Agrigento. Già nel pomeriggio ci sono stati i primi segnali dell’escalation della tensione. Davanti al Palazzo di Città sono dovuti intervenire Polizia e carabinieri per proteggere l’uscita del sindaco Cambiano e della giunta Municipale. A protestare era un gruppo di ex proprietari di immobili abusivi a rischio demolizioni, che ormai da diverse settimane hanno dato vita all’occupazione dell’aula consiliare.

 

 

In serata l'incendio della casa di campagna, in contrada Stretto, di Rosario Cambiano, 65 anni, insegnate in pensione, padre del sindaco Angelo, eletto, con l'appoggio di tre liste civiche del centrodestra, lo scorso giugno. La casa è formalmente intestata al padre del sindac, ma si tratta di un'abitazione in uso a tutta la famiglia. Secondo una prima ricostruzione investigativa, qualcuno poco prima delle 21 ha rotto una finestra, è entrato dentro ed ha cosparso gli interni di liquido infiammabile. Un paio di settimane fa quando l'impresa aggiudicataria subì delle intimidazioni, Cambiano era stato chiaro: "Questa città non si piega all'illegalità". 

 

 

Ruspe in azione anche ieri ma non per demolire. I mezzi dell’impresa Patriarca sono stati impegnati nel liberare dal materiale di risulta i terreni dove sono state portate a compimento le demolizioni. Questo tipo di lavoro è stato eseguito a Torre di Gaffe mentre oggi ci si sposterà al Pisciotto, poi in Contrada Carrubbella Santa Zita e infine alle Balatazze (Contrada Nicolizia). Sei ex proprietari di immobili ancora in piedi hanno presentato tramite i propri legali richiesta alla Procura per essere sottoposti al cosiddetto incidente d’esecuzione. Si tratta di una sorta di ultima spiaggia per evitare gli abbattimenti. I pronunciamenti da parte del Tribunale sono attesi a breve.

 

 

Continua a tenere ancora banco intanto il contenuto della trasmissione “L’Arena” andata in onda domenica su Rai1. Il primo ad intervenire è stato il dirigente del Dipartimento Lavori Pubblici e Urbanistica, Enzo Ortega chiamato in ballo durante la trasmissione il quale ci ha tenuto – carte alla mano – a difendere l’operato del proprio dipartimento in relazione ad un’intervista anonima trasmessa e secondo la quale in alcuni casi sarebbero state fatte delle forzature alla procedura per permettere di ottenere una sanatoria (il riferimento sarebbe ad alcuni rilievi aereo-fotogrammetrici).

 

 

In serata a Licata sul luogo dell'incendio sono giunti anche il prefetto di Agrigento Nicola Diomede e il questore Mario Finocchiaro, per dare la loro solidarietà alla famiglia del primo cittadino e per concordare eventuali azioni da intraprendere a Licata per assicurare l’ordine pubblico. Oggi in città dovrebbe arrivare anche il ministro dell'Interno, Angelino Alfano.

 

 

In contrada Stretto le squadre dei vigili del fuoco del distaccamento di Licata e del comando provinciale di Agrigento hanno lavorato sino a tarda sera, ma sono riusciti a circoscrivere le fiamme.  Una stanza della villetta, tutta su un'unica elevazione a pianterreno, è andata distrutta.La Procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta.

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