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Messina, in manette il "fedelissimo" di Francantonio Genovese

Messina, in manette il "fedelissimo" di Francantonio Genovese

Messina, in manette il "fedelissimo" di Francantonio Genovese

MESSINA - Il consigliere comunale Paolo David  arrestato questa mattina nel blitz antimafia della polizia denominato "Matassa" è un fedelissimo del deputato nazionale di Forza Italia Francantonio Genovese (ex Pd), anche lui arrestato mesi fa per truffa perché coinvolto in un'indagine sugli enti di formazione finanziati dalla Regione siciliana. David è un bancario ed è già indagato nell'inchiesta cosiddetta Gettonopoli che coinvolge alcuni consiglieri comunali accusati di aver percepito illecitamente gettoni di presenza per le attività delle commissioni consiliari.

 

Prima consigliere Pd, è transitato in Forza Italia in coincidenza con il passaggio di Genovese al partito di Berlusconi; ma attualmente il consiglio fa parte del gruppo Grande Sud, formazione politica fondata dall'ex ministro Gianfranco Micciché, da qualche mese diventato coordinatone di FI in Sicilia. David è uno dei promotori del massiccio transito dal Pd a FI di una quindicina di consiglieri comunali.

 

Gli investigatori hanno appreso che, insieme ad altre persone, durante le consultazioni elettorali regionali, politiche e comunali - tra l'ottobre 2012 e il giugno 2013 - d'accordo con esponenti di alcune famiglie mafiose avrebbe cercato di "orientare il voto".  Daivid dovrà rispondere di associazione per delinquere allo scopo di commettere "una serie di reati di natura elettorale".

 

Secondo quanto accertato, nello specifico il consigliere comuale avrebbero "procurato voti al deputato regionale di Forza Italia Franco Rinaldi (ex Pd, ndr), al deputato nazionale di FI Francantonio Genovese (anche lui ex Pd e cognato di Rinaldi, ndr) e a se stesso per le elezioni regionali del 28-29 ottobre 2012, per le politiche del 24-25 febbraio 2013 e per le amministrative del 9-10 giugno 2013 a Messina".

 

David (insieme ad alcuni degli arrestati: Angelo Pernicone, Giuseppe Pernicone, Baldassarre Giunti, Giuseppe Picarella, Stefano Genovese, Adelfio Perticari) "in cambio dei voti - spiegano gli investigatori - avrebbe offerto denaro, generi alimentari, assunzioni presso strutture sanitarie, agevolazioni per il disbrigo di pratiche burocratiche".

 

Un ex consigliere comunale, Giuseppe Capurro (Pdl), eletto il 27 novembre 2005, rimasto in carica fino al 7 aprile 2008 e candidato per il rinnovo del consiglio comunale del 2013 (non rieletto) è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per aver contribuito, senza farne parte, al rafforzamento del clan mafioso del rione messinese di Camaro, guidato da Carmelo Ventura. Capurro avrebbe accettato da Ventura la proposta di procurare voti in cambio di denaro.

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