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Canile lager a Catania: imputazione coatta

Canile lager a Catania: imputazione coatta per sei indagati

L'indagine sui randagi nelle strutture dell'ass. Nova Entra

Canile lager a Catania: imputazione coatta per sei indagati

CATANIA - Imputazione coatta per sei indagati e archiviazione per altri undici. E’ quanto ha disposto nella sua ordinanza di ieri il Gup Gaetana Bernabò Di Stefano al pubblico ministero, che entro dieci dieci giorni dovrà adempiere alla richiesta, formulando i capi d’imputazione indicati e vario titolo, in associazione a delinquere, truffa aggravata, maltrammenti e abbandono di animali. Si tratta di Mario Bongiorno e Antonio Seminara, il primo veterinario e, capo dell’associazione “Nova Entra”, il secondo veterinario e indicato come dirigente sanitario della stessa. E poi Rosario Puglisi, all’epoca dei fatti dirigente comunale dell’ufficio Ecologia e responsabile per le gare d’appalto (Rup), Carmelo Macrì e Carmelo Rubbino, dirigenti Asp del settore veterinario e Gaetano Bonanno, nel periodo dei fatti, funzionario comunale dell’ufficio antiabusivismo edilizio.

 


L’indagine è quella del conferimento e mantenimento di centinaia di cani randagi ospitati in due strutture gestite dall’associazione “Nova Entra”. Una vicenda lunga e complessa, nata da un esposto anonimo del luglio del 2013, che portò inizialmente a una serie d’indagini del commissariato di Catania-Nesima e successivamente a ulteriori accertamenti anche dei Nas dei carabinieri e di una task force del ministero della Sanità. Un’inchiesta sviluppatasi anche in virtù di una denuncia del 2014 alla Procura e al ministero della Salute dell’associazione animalista “l’Altra zampa”, sostenuta nel tempo da varie e associazione e leghe animaliste: “LAV”, “PAE e “Lega Cane”.

 


Ipotizzate una serie di inadempienze sanitarie e strutturali nella gestione, nell’assistenza e nel mantenimento di centinaia di cani randagi che negli anni, per conto del Comune e di altri Enti pubblici della provincia, sarebbero stati compiuti in associazione e in spregio a norme e regolamenti, traendone ingenti vantaggi. A carico dei sei indagati, per i quali il Gup ha chiesto alla Procura di formulare il rinvio a giudizio, scrive il giudice “si ravvisa l’associazione allo scopo di commettere la truffa ai danni del Comune, consentendo al Bongiorno, in qualità di presidente dell’associazione “Nova Entra” di ottenere un appalto per il canile di San Giovanni Galermo senza avere i requisiti iniziali e di proseguire nell’appalto omettendo i dovuti controlli, effettuando poi gli stessi senza rilevare gli inadempimenti comprovati dagli accessi di polizia, carabinieri del Nas e veterinari del Ministero”.

 


Si legge tra l’altro nell’ordinanza: “Il Bonanno nella qualità di ingegnere responsabile dell’ufficio condono edilizio e antiabusivismo del Comune di Catania, ometteva di esercitare il potere di revoca delle concessioni edilizie effettuate, per la presenza di gravi e ripetute violazioni in atto, accertate e successivamente riscontrate. Carmelo Macrì e Carmelo Rubbino, nella qualità di dirigente veterinario dell’Asp, nonchè di responsabile del procedimento ai sensi dell’articolo 21 del capitolato d’appalto, nonostante le gravi inadempienze, omettevano di procedere ai dovuti controlli e consentivano l’effettuazione di controlli non veritieri o addirittura falsi”.

 


E ancora “che Antonio Seminara, veterinario dipendente dell’associazione collaborava con il Bongiorno nella gestione del canile “lager” e che Rosario Puglisi, funzionario del Comune e dirigente dell’ufficio progetti animali, ometteve i controlli dell’associazione e consentiva pagamenti pur in mancanza di documentazione necessaria

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