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Si erano trasferiti all'estero ma continuavano

Si erano trasferiti all'estero ma continuavano a percepire la pensione sociale: 123 denunciati

Pperazione GdF e Inps in Italia: alla Sicilia il primato delle truffe VIDEO

Si erano trasferiti all'estero ma continuavano a percepire la pensione sociale: 123 denunciati

Maxi truffa ai danni dello Stato scoperta dalla Guardia di Finanza, in collaborazione con l’Inps: 517 persone, falsamente residenti in Italia, sono state denunciate per aver percepito indebitamente l’assegno (ex pensione) sociale.

L’ammontare complessivo della truffa sfiora i 17 milioni di euro, dei quali è stato avviato il recupero, ma la scoperta del raggiro consentirà alle case dello Stato di risparmiare altri tre milioni per i prossimi esercizi. L’indagine, denominata 'Italians out', è stata condotta dai finanzieri del Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie, che hanno analizzato i dati forniti dall’Inps e scoperto centinaia di cittadini italiani che, dopo aver ottenuto l’assegno sociale, continuavano a percepirlo pur essendosi trasferiti all’estero.

Una riscossione illegittima, perché in violazione di uno dei requisiti essenziali, quello della stabile residenza. Le persone denunciate - l’accusa è di truffa aggravata ai danni dello Stato e della collettività - continuavano a riscuotere l’assegno attraverso l’accredito sul proprio conto corrente, oppure tornando saltuariamente in Italia al solo scopo di ritirare i soldi allo sportello.

L’operazione ha riguardato 19 regioni e 81 province e i controlli sono stati eseguiti dai Reparti della Guardia di Finanza competenti per territorio. Nel dettaglio, la regione dove si è verificato il più alto picco di irregolarità è la Sicilia, con la denuncia di 123 soggetti per un totale di 3 milioni e 700 mila euro di emolumenti illecitamente percepiti.

Seguono la Campania (98 denunciati, 3 milioni 400 mila euro indebitamente percepiti), la Calabria (75 denunciati per 2 milioni 400 mila euro); il Lazio (48 denunciati per 1 milione 600 mila euro), la Puglia (29 denunciati per 900 mila euro); l’Abruzzo (32 denunciati per 837 mila euro) e l’Umbria (9 denunciati per 553 mila euro illecitamente riscossi).

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