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Parco Nebrodi, Bindi: per la mafiagiro di milioni su fondi europei

Parco Nebrodi, Bindi:per la mafia giro di milioni intorno a fondi europei

Dopo l' attentato a Cesarò al presidente del Parco dei Nebrodi Antoci, la Commissione ha avviato le audizioni a S.Agata di Militello. La presidente: «Un atto di solidarietà ma anche uno sforzo di prevenzione» Antoci: protocollo legalità in tutt'Italia

Parco Nebrodi, Bindi:per la mafia giro di milioni intorno a fondi europei

S.AGATA DI MILITELLO (MESSINA) - «Intorno ai fondi europei per i terreni di questa regione come di altre, gira un patrimonio enorme di denaro di cui le mafie si appropriano che è sottratto allo sviluppo e alla crescita».

 

A dirlo il presidente della commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi al Parco dei Nebrodi dove si è svolta un’audizione della commissione dopo l’attentato nei giorni scorsi al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci.
 «Questo della coltivazione dei campi - prosegue - è un settore molto importante per essere dimenticato, riguarda in particolare la Sicilia ma non solo questa regione». «Dalle audizioni che abbiamo avuto - continua - abbiamo acquisito degli elementi già da adesso molto importanti che si arricchiranno di particolari sicuramente con il prosieguo delle indagini. Da questi elementi si apre un nuovo capitolo di lavoro per la commissione. Crediamo che sia la possibilità di intervenire in maniera preventiva e faremo le nostre proposte facendoci aiutare come sempre da chi è in prima linea». "Siamo qui - conclude - anche per esprimere la nostra solidarietà al presidente Antoci e alle Forze dell’ordine soprattutto a chi per coraggio e abilità è stato capace di far fallire un terribile attentato».

 

La delegazione della commissione parlamentare Antimafia, guidata dalla presidente Rosy Bindi, è a Sant'Agata di Militello (Me), nella sede del Parco dei Nebrodi, dopo l’attentato al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci. I lavori hanno avuto inizio con le audizioni del viceprefetto vicario di Messina, del procuratore capo Guido Lo Forte e dei vertici delle forze dell’ordine, oltre allo stesso presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci.

 

«Dall’analisi della Procura di Messina emerge che il giro d’affari che ruota attorno alla gestione mafiosa dei terreni pubblici è di gran lunga superiore a quello relativo al traffico di droga». Ha dichiarato il senatore del Pd Giuseppe Lumia, a margine dei lavori della Commissione.
 «Quello che emerge - aggiunge - è una Cosa nostra di altissimo livello, altro che mafia pastorale. Questa è una mafia potente e ricca, che si avvale di un’ampia rete di colletti bianchi sia nel campo delle professioni che delle istituzioni». "Dopo aver tolto i terreni ai boss - conclude Lumia - bisogna fare un salto di qualità, aggredire i loro patrimoni con le leggi che già ci sono, ovvero le misure di prevenzione patrimoniale. Mentre sul piano normativo bisogna colmare la mancanza di misure antimafia relative al reato di truffa e truffa aggravata in agricoltura. A tal proposito potremmo intervenire con il testo di legge sul Codice antimafia in discussione al Senato. Inoltre, è necessario rafforzare i controlli preventivi sulle risorse pubbliche, nazionali ed europee, istituendo una task force sulla scorta dello stesso modello che la Regione Siciliana sta mettendo in piedi a partire dai Nebrodi». 

 

«Faremo una proposta di legge bisogna intervenire in campo normativo perché fino adesso chi rischia una denuncia è disposto a subire perché incassa milioni di euro e il rapporto costi benefici è conveniente». A dirlo il vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia Claudio Fava dopo l’audizione della commissione a Sant'Agata di Militello per l’attentato al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci.
 «Bisogna trovare - prosegue - il modo di un controllo efficace da Bruxelles e anche localmente sui modi in cui questi contribuiti vengono utilizzati e al tempo stesso considerare questi comportamenti come mafiosi. Oggi chi rastrella i contributi europei falsificando le carte rischia solo una denuncia per truffa ma in verità siamo di fronte ad organizzazioni mafiose pronte a sparare e ad uccidere. Si deve fare quindi in modo che questi comportamenti siano assimilati alle pratiche di stampo mafioso e come tali vengano valutate, e giudicate in sede penale».
 

 


 

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