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Anniversario Capaci, Mattarella:«Grazie a chi

Anniversario Capaci, Mattarella:«Grazie a chi non si è scoraggiato».Si chiude con il "silenzio"

Il giudice Falcone e le altre vittime ricordati nei luoghi simbolo
Lorenzo Fragola: ho provato un'emozione fortissima

Anniversario Capaci, Mattarella:«Grazie a chi non si è scoraggiato».Si chiude con il "silenzio"

PALERMO - La rinascita dalla morte. «L'avvio di una riscossa morale» quando tutto sembrava finito. «Grazie a chi non si è scoraggiato», dice il capo dello Stato nel suo messaggio a chi, nel 24esimo anniversario della morte, ancora una volta, ha scelto di ricordare Giovanni Falcone in un luogo simbolo, l’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, là dove venne celebrato il primo maxiprocesso a Cosa nostra. "Grazie a chi l’ha fatto a costo di sacrificio personale e a chi ha compreso il valore della cultura della legalità, che vive anzitutto nell’agire quotidiano», scrive Mattarella.

 


 E centinaia di studenti, che hanno tappezzato le gabbie in cui furono rinchiusi i boss, al grido di «Palermo chiama...l'Italia risponde» hanno testimoniato che la memoria è ancora viva anche tra chi nel '92, l’anno della strage, ancora non era nato. Cosa è stato il maxi processo e cosa furono gli anni del piombo mafioso molti l’hanno imparato a scuola. Lezioni di antimafia che il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, presente a Palermo alle commemorazioni dell’eccidio di Capaci, vorrebbe "istituzionalizzare» attraverso corsi per le scuole superiori e l'Università.Tra i banchi, che per quasi due anni «ospitarono» gli avvocati dei boss, oggi sedevano le autorità.

 

Il presidente del Senato Piero Grasso, che del maxi fu giudice a latere: «da quel processo ho imparato che nulla è impossibile», ha detto. Il Guardasigilli Andrea Orlando e la presidente dell’Antimafia Rosy Bindi: è da loro che, oggi, è partito un richiamo forte alla politica. «Gli errori politici si perseguono nelle sedi politiche, non nelle aule di giustizia», ha detto la Bindi. Poi l'appello ai partiti, in vista delle amministrative, a vigilare sulle liste. «Basta impresentabili, si faccia attenzione, vincere coi voti della mafia significa non governare una comunità».


 Un ruolo quello della politica rivendicato e richiamato anche dal Guardasigilli. «La memoria di Falcone e delle vittime della mafia - ha detto - si onora dando ai magistrati gli strumenti per poterla combattere: parlo del potenziamento delle norme sulle misure di prevenzione e degli sforzi che stiamo facendo, ad esempio, per rendere più efficiente l’Agenzia dei Beni confiscati».


 Ma in questo 23 maggio caduto nell’anno che ha visto imprenditori simbolo, giudici e giornalisti indagati e processati per reati gravissimi come l’estorsione e la corruzione, si è parlato anche di protagonismo e «antimafia di facciata». «A questo tipo di fenomeno si reagisce smascherando chi ha usato l’antimafia per scopi diversi dalla lotta a Cosa nostra», ha detto la Bindi. Mentre Orlando ha annunciato che convocherà gli Stati Generali dell’Antimafia: «riuniremo addetti ai lavori, ma anche intellettuali e professori». Perché Cosa nostra, come testimonia la presenza dei tanti studenti arrivati a Palermo da tutta Italia, si sconfigge anche con la cultura. "Bisogna far capire ai ragazzi che c'è un nemico fondamentale, l'ignoranza, che genera paura», ha detto il ministro Giannini che ha lanciato ai ragazzi un appello «andate a scuola».


 Un antidoto, l’istruzione, che diventa anche strumento di recupero dei giovani detenuti: Giannini e Orlando hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che prevede corsi di formazione professionale per i carcerati.
 Ai politici - ha partecipato con una visita alla caserma della polizia e la deposizione di una corona a Capaci anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano - si sono alternati gli studenti intervenuti all’Ucciardone e in collegamento con diverse piazze d’Italia: da Napoli, che ha lanciato il suo grido contro la camorra, a Roma, Pescara e Bari. Poi alle quattro, come ogni anno, cittadini e scolaresche si sono ritrovati davanti al bunker e in via D’Amelio, dove il 19 luglio del '92, 58 giorni dopo l’attentato di Capaci, venne ucciso Paolo Borsellino. E tra canti e cori i cortei sono arrivati sotto l'albero Falcone, la magnolia diventata simbolo della Palermo che non si piega. Piero Grasso, che stamattina con emozione aveva ricordato l’importanza del maxiprocesso e del lavoro di Falcone, ha letto i nomi delle vittime della strage di Capaci: "Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e i tre agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Davanti all'albero anche Giuseppe Costanza, l'autista del giudice che si salvò miracolosamente dal momento che Falcone, quel giorno, si era voluto mettere alla guida, al suo posto.
«Palermo è nostra e non di Cosa nostra», hanno urlato in coro migliaia di persone radunate sotto l’albero alle 17.58, quando 24 anni fa mille chili di tritolo sventrarono l’autostrada a Capaci. E' stata la musica del Silenzio, suonato con la tromba dalla Polizia, a chiudere simbolicamente la manifestazione.

Lara Sirignano


 

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