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Autostrada Ragusa Catania, arrivo un altro stop: e c'è l'ipotesi di un pedaggio di 18 euro per 68 km

La Ragioneria generale dello Stato ha chiesto che il progetto sia inviato al Consiglio superiore dei Lavori pubblici per la valutazione del piano finanziario

Ragusa - Catania, i lavori partiranno entro il giugno del 2017

Catania. Si riesce ancora a resistere alla umana tentazione di precipitare nella più profonda rassegnazione quando si parla della nuova superstrada Ragusa-Catania e tocca registrare, ancora una volta, una pessima notizia. Paradossale, ma non troppo.
Da un lato i sindaci del comprensorio che sta a cavallo tra le province di Ragusa e Catania, e che fanno riferimento anche al Comitato ristretto per la superstrada, hanno cercato nelle ultime settimane di alzare il livello di negoziazione, parlando con il premier Gentiloni, con il ministro Delrio, con chiunque potesse dare una rassicurazione. Stando ai fatti più o meno vanamente, perché finisce marzo, chiuso il governo, tutti a casa, ancora novità dal Cipe non ne sono arrivate.
In compenso, si fa per dire, le uniche novità da Roma le porta l’assessore regionale alle Infrastrutture e i Trasporti, Marco Falcone, che è andato personalmente a sentire a che punto sia l’iter per la nuova superstrada, dopo gli innumerevoli incontri, le sollecitazioni, i vertici di cui anche la Regione in questi mesi è stata protagonista, portando avanti un pressing insistente. E l’assessore torna con una novità che non ha nulla di positivo.

«Sono andato a verificare personalmente a che punto fosse arrivata la pratica della superstrada, dopo che avevamo sollecitato a dicembre la riproposizione dei vincoli espropriativi, cui il Cipe aveva dato lo sta bene. L’iter, però, ha subìto un nuovo rallentamento dal momento che la Ragioneria generale dello Stato ha chiesto che il progetto fosse inviato al Consiglio superiore dei Lavori pubblici per la valutazione del piano finanziario. Bene, quel che è venuto fuori dall’esame del progetto è che si tratta di un piano tecnicamente ben strutturato, ma che non reggerebbe sotto il profilo della sostenibilità finanziaria. Problema che va a saldarsi a quelli che sarebbero i costi di percorrenza della nuova strada, secondo un piano economico che alla Regione non era stata sottoposto precedentemente».

Il piano che ha fatto sobbalzare l’assessore Falcone, quando, facendo due conti con quel documento davanti, ha scoperto che per percorrere i 68 chilometri della nuova superstrada, si dovrebbero sborsare 17 euro, quasi 18.
«Francamente una follia - dice l’assessore - inaccettabile da noi e improponibile ai siciliani. Stiamo parlando di una superstrada, quindi in codice di una B1, e non di un’autostrada e il costo del pedaggio fissato sarebbe di 0,22 centesimi a chilometro. In più ci sarebbe anche un aumento nei primi tre anni del 5,90 annuo. Noi vogliamo che la Ragusa-Catania si faccia, conosciamo benissimo l’importanza strategica per il Sud Est dell’Isola, per il turismo, per il commercio, ma anche per la sicurezza di chi viaggia. Ma come potremmo accettare condizioni del genere, costringendo, per esempio, un professore che si sposta ogni giorno da Francofonte a Catania o viceversa, a spendere almeno 20 euro tra andata e ritorno? Bisogna trovare una formula differente, così non può funzionare».

Entro la fine di aprile sulla questione del progetto si esprimerà il parlamentino del Consiglio superiore dei lavori pubblici, con i cui vertici l’assessore, e il presidente della Regione, Musumeci, hanno chiesto di incontrarsi ancora per una ulteriore verifica. Nel frattempo, appunto, la Regione studia percorsi alternativi. Come si può uscire da questa situazione?
«La Regione - ricorda Marco Falcone - entra in questo progetto con 367 milioni, che si aggiungono ai 217 di fondi strutturali, 150 di risorse comunitarie, 448 del concessionario che si è aggiudicato il project financing. Che cosa si può fare? Abbiamo parlato con il concessionario, spiegando che quel pedaggio è insostenibile. L’alternativa che ci viene proposta sarebbe quella di creare, secondo l’impresa, un canale unico che parta dalla Messina-Catania, passi dalla tangenziale di Catania, dove il concessionario vorrebbe realizzare la terza corsia, per poi divaricare i percorsi uno verso Ragusa, l’altro verso Siracusa. Sarebbe tutto a pagamento, un balzello enorme per gli automobilisti e non pensiamo francamente possa essere questa l’idea giusta. Noi siamo pronti a moltiplicare il nostro impegno economico, magari d’intesa con l’Anas. Potremmo rilevare il progetto dal concessionario e fare noi la superstrada, evitando di dovere ricorrere, per coprire le spese, a pedaggi esagerati. Il massimo che si possa chiedere per una strada così è una tariffa di 0,9 centesimi a chilometro. Vedremo se l’impresa, la Sacr, società autostradale che, però, qui non dovrebbe fare esattamente un’autostrada, è disposta a trattare e rifaremo presto il punto con il ministero delle Finanze, con quello dei Trasporti, con l’Anas e con i sindaci del territorio. Nuova superstrada sì, ma non un altro salasso per i siciliani. Non per mano nostra».

Il progetto della superstrada sarebbe ineccepibile sotto il profilo tecnico, ma non reggerebbe sotto il piano strettamente finanziario. «La Regione è pronta ad aumentare il suo impegno economico per realizzare, magari con l’Anas, il progetto con pedaggi sostenibili»
Nell’ultimo progetto elaborato per la Ragusa-Catania, ci sono previsti 8 lotti funzionali con il piano di cantierizzazione ed il cronoprogram-ma di dettaglio di cantiere. Il progetto definitivo apporta alcune ottimizzazioni legate alle prescrizioni CIPE con undici viadotti, una galleria naturale, un manufatto di attraversamento ferroviario (lotto 8) sulla linea SR-CT.
La conseguenza di tali ottimizzazioni ha portato un assetto che prevede: 10 svincoli oltre l’interconnes-sione di testa con l’autostrada Sr-Ct. Il numero dei viadotti è passato da 19 a 11; eliminati alcuni tratti in galleria, che presentavano complessità realizzative e difficoltà di inserimento ambientale.

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