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Almaviva, accordo raggiunto al ministero

Almaviva, accordo raggiunto al ministero Deciso il ritiro di tremila licenziamenti

Previsti 18 mesi di ammortizzatori sociali e Cig straordinaria

Almaviva, accordo raggiunto al ministero Deciso il ritiro di tremila licenziamenti

Tirano un sospiro di sollievo i circa tre mila lavoratori di Almaviva, il gruppo di call center, dopo essere arrivati ad un passo dal licenziamento. Azienda e sindacati hanno infatti siglato un accordo, dopo una lunga notte di trattative al Ministero dello Sviluppo Economico, che prevede un nuovo contratto di solidarietà di sei mesi, con percentuali del 45% nelle sedi di Palermo e Roma e del 35% a Napoli, ammortizzatori sociali per 18 mesi con riduzione progressiva della solidarietà, una verifica mensile della situazione produttiva ed occupazionale dell'azienda in sede istituzionale.

Oggi scadevano i contratti di solidarietà e il 5 giugno prossimo Almaviva avrebbe potuto iniziare a mandare a casa 2.988 lavoratori di cui 1.670 a Palermo, 918 a Roma e 400 a Napoli.

"Questa mattina sono felice e sento tutta la responsabilità di confermare l'impegno, da parte del Governo, a monitorare e sostenere tutte le fasi previste dall'intesa", ha detto il viceministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, presente al tavolo delle trattative, spiegando che "nel corso dei sei mesi, le parti dovranno definire un nuovo accordo nel quale saranno individuati in dettaglio gli strumenti di rilancio della competitività dell'azienda". Per Almaviva è stata "una sfida condivisa con Governo e sindacati per riportare lavoro e produttività nelle sedi di Roma, Napoli e Palermo" e allo stesso tempo l'accordo "apre una fase di rilancio" per l'azienda.

E ad esprimere soddisfazione per il risultato raggiunto sono naturalmente i sindacati. "Anche questa volta il sindacato ha saputo fare il proprio mestiere, scongiurando i licenziamenti che avrebbero messo in ginocchio migliaia di famiglie, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno", afferma la leader della Cisl Annamaria Furlan, mentre il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, parla di un accordo "estremamente positivo".

La leader della Cgil, Susanna Camusso, auspica che "insieme al risultato positivo di difesa dell'occupazione, ci sia anche il ripartire di un'attività di scelta politica del governo per permettere a questo settore di diventare un settore normale" con un quadro normativo certo e migliorare quindi le condizioni di coloro che ci lavorano. Auspicio raccolto dal Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che sottolinea come "adesso bisogna continuare a lavorare uniti per dare un futuro migliore ai call center".

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