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Comune di Acireale, licenziamento pronto

Comune di Acireale, licenziamento pronto per 15 "furbetti" accusati di assenteismo

Giudizio sospeso per altri quattro impiegati

Comune di Acireale, licenziamento pronto per 15 "furbetti" accusati di assenteismo

Acireale - Le lettere di licenziamento sono custodite sotto chiave in un cassetto della scrivania del dirigente incaricato, Antonio Molino, che le firmerà entro domani, in ogni caso prima della scadenza dei termini fissata per il 12 giugno. Destinatari, i 15 dipendenti del Comune di Acireale, finiti nel troncone principale dell’inchiesta della Procura di Catania che ha indagato complessivamente 61 comunali acesi, tutti accusati di assenteismo.

 

Il giudizio, al momento, rimane sospeso per altri quattro impiegati. In futuro non si può escludere il coinvolgimento di altri lavoratori presunti “infedeli”, per i quali i pm titolari dell’ indagine, Pasquale Pacifico e Marco Bisogni, hanno richiesto alla polizia giudiziaria di effettuare «minuziosi accertamenti sul monte ore complessivo di assenze, per verificare eventuali profili giudiziari». Se venisse confermata la grave condotta illecita tra i 42 lavoratori finiti nell’indagine della Procura, potrebbero essere adottati, da parte dell’amministrazione comunale, analoghi provvedimenti di licenziamento.

 


La politica si muove su un binario parallelo alla magistratura ordinaria e per una volta procede più spedita nella decisione di punire fannulloni o imboscati. L’atto con il dispositivo disciplinare, che prevede il licenziamento dei 15 impiegati, con le motivazioni assunte dalla Commissione, è stato notificato ai diretti interessati in tempi record. Un procedimento esemolare.
I lavoratori licenziati potranno rivolgersi ad un legale di fiducia e presentare ricorso al giudice del lavoro. L’ultima parola spetta al magistrato, il quale potrebbe anche reintegrare i dipendenti allontanati o, in alternativa, accogliere favorevolmente le motivazioni dall’amministrazione comunale. In questo caso sarebbe una delle poche volte che un procedimento di licenziamento interno all’ente venisse confermato dinanzi ad una sezione del Tribunale del lavoro. In ogni caso le procedure giudiziarie saranno lunghe e, almeno in questa prima fase, di difficile interpretazione.


Il percorso intrapreso dall’Ufficio procedimenti disciplinari dell’ente, istituito con una delibera di Giunta, i cui componenti sono stati scelti attraverso una determina sindacale a firma del primo cittadino, Roberto Barbagallo - carte alla mano - fa riferimento all’art. 55 della norma sul pubblico impiego, la 165 del 2001 (legge Brunetta) secondo cui si applica comunque la sanzione disciplinare del licenziamento nei seguenti casi: «Falsa attestazione della presenza in servizio mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento delle presenze o con altre modalità fraudolente». Stesso iter anche per coloro «che producono certificati medici falsi». In entrambi i casi il legislatore prevede il licenziamento senza preavviso.
I componenti della Commissione disciplinare sono tutte personalità di specchiata onestà. A capo del gruppo c’è il comandante della Polizia municipale della città, Antonio Molino, affiancato dall’ex questore Salvatore Patanè e dal dott. Antonino Alberti, Dirigente generale della pubblica amministrazione in pensione.


Salvo Cutuli​

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