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Gucciardi su ospedale S.Marco:non è previsto nuovo organico

Gucciardi su ospedale S.Marco: non è previsto nuovo organico

L'ipotesi allo studio per il nuovo plesso sanitario, è quella di riconvertire il personale di strutture esistenti

Catania Assessore Gucciardi. In città si è riacceso il dibattito sui futuri assetti dell’assistenza sanitaria. L’orientamento è quello di non chiudere il Pronto soccorso del V. Emanuele e trasferire i reparti al Policlinico solo quando sarà aperto il San Marco. Il tema è molto delicato. La Regione ha in mente di convocare presto una conferenza dei servizi?

Al momento il direttore generale del Policlinico, Paolo Cantaro e il Rettore, Giacomo Pignataro, non mi hanno chiesto un incontro. Si sono mossi in autonomia. Nei prossimi giorni probabilmente la vicenda sarà posta anche alla Regione».
Il mantenimento, allo stato attuale, del presidio del Vittorio è emerso durante un incontro convocato dal sindaco Bianco. Ma una volta aperto il San Marco, la Regione ha previsto una dotazione organica per far funzionare il nuovo ospedale considerato che il personale dei reparti di emergenza dell’Ove finirà al Pronto soccorso del Policlinico e del serpentone delle grandi professionalità?
«Penso che sul nuovo San Marco bisognerà fare un ragionamento che non è ancora cominciato. Il nuovo ospedale è ancora lì da venire. Quindi prima definiamo la fase degli assetti del personale attuale e poi vedremo. Solo tra qualche mese cominceremo a parlare del San Marco».


Ma a questo punto, visti i tempi, l’azienda Policlinico in piena autonomia può decidere di aprire il nuovo Pronto soccorso, oppure deve raccordarsi e confrontarsi anche con voi?

Sarebbe opportuno che il Policlinico lo facesse, ma in teoria la dirigenza può agire in autonomia. Naturalmente quando si tratta di prendere decisioni troppo invasive, come queste che attengono ai futuri nuovi assetti dell’assistenza sanitaria della città, credo che una interlocuzione con l’assessorato regionale alla Sanità sarebbe la cosa più giusta perché bisognerà capire se le scelte andranno a intaccare la qualità dell’assistenza. Ora il direttore del Policlinico, Paolo Cantaro, è persona responsabile. Ritengo che molto presto ne parleremo».


Ma per il San Marco la Regione ha gIà definito una nuova Pianta organica? Si tratta di uno dei temi più spinosi.

«Allora, ripeto: il S. Marco ancora non esiste. Vorrei puntualizzare che per l’ospedale di Librino la dotazione regionale non prevede un solo operatore in più rispetto al personale che c’è già nell’azienda di riferimento. Il tetto di spesa è sempre lo stesso e gli organici, quindi, saranno sempre gli stessi, così come avviene nelle altre aziende. Non ci sarà alcun cambiamento».


Ma col trasferimento al Policlinico degli attuali reparti di emergenza operativi al Vittorio, per il San Marco cosa accadrà?

Bisognerà riconvertire il personale di alcune strutture e ragionare sulla sanità catanese. Sarà presto un tema molto complicato e non è certo uno scherzo che si può improvvisare. Si tratterà di avviare un ragionamento che deve andare in profondità e che dovrà coinvolgere anche il sindaco, nella sua qualità di massimo responsabile della sanità cittadina e i sindaci dell’interland, in concertazione ovviamente con l’assessorato alla Salute e gli altri manager delle aziende sanitarie. Credo che precipitare le decisioni sul S. Marco non sarebbe assolutamente il caso».


Il San Marco dovrebbe essere pronto a gennaio 2017. I tempi stringono...

«Un mese fa abbiamo fatto una conferenza dei servizi alla presenza del Prefetto. Ritengo che a fine anno si dovrebbe arrivare alla conclusione dell’iter...».

Giuseppe Bonaccorsi

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