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La videolettera del vicedirettore di Sky Tg24 a Musumeci su mafia e massoneria

Riccardo Bocca chiede al governatore cosa intende fare per mettere un freno alle commistioni fra Cosa Nostra e logge massononiche

La videolettera del vicedirettore di Sky Tg24 a Musumeci su mafia e massoneria

ROMA - Ieri sera ad Hastag24, l’approfondimento condotto da Riccardo Bocca in onda ogni mercoledì alle 21 su Sky TG24, che racconta ogni settimana un fatto di attualità, con ospiti in studio ma soprattutto attraverso la partecipazione attiva degli spettatori, che possono intervenire attraverso i canali social, in una puntata dedicata alla massoneria italian, il vicedirettore di Sky Tg24 ha inviato una videolettera che chiede al Governatore cosa sia possibile fare per evitare commistioni tra massoneria e mafie in Sicilia.

Ed ecco il testo della videolettera.

«Carissimo governatore Nello Musumeci, le invio questa videolettera perché da quando nel novembre scorso è stato nominato presidente della Regione Siciliana lei ha una responsabilità cruciale. È quella di garantire, o almeno provare a garantire, un monitoraggio serio e costante delle massonerie deviate e del loro rapporto con la mafia. Certo è una missione ostica, rischiosa, segnata da trascorsi tutt'altro che incoraggianti, ma il suo curriculum dovrebbe essere una garanzia.

Nel 2013 lei è stato eletto presidente della Commissione regionale antimafia e ha proposto sia la creazione di un osservatorio europeo sul fenomeno delle mafie, sia l'istituzione dell'ora della legalità per educare all'onestà i più giovani. Bella idea. Solo che nel frattempo gli investigatori hanno svelato proprio nella sua Sicilia uno sconsolante intreccio tra realtà massoniche e uomini d'onore. In particolare, hanno puntato il faro sulla provincia di Trapani, regno di Matteo Messina Denaro, per molti nuovo capo dei capi latitante di Cosa Nostra.

Una realtà inaccettabile: per la popolazione, e per lei in quanto garante della legalità. Il che impone, sul fronte politico oltre che giudiziario, azioni forti, profonde, ispirate alla necessità collettiva di trasparenza. Oppure a vincere sarà, ancora una volta, la rassegnazione?»

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