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Rifiuti, differenziata disastro in Sicilia:

Rifiuti, differenziata disastro in Sicilia: 52 Comuni sotto l'1 per cento

Riaperte 6 discarice su 8. L'assessore Contrafatto: "Fase delicata"

Rifiuti, differenziata disastro in Sicilia: 52 Comuni sotto l'1 per cento

PALERMO - Ben 52 comuni in Sicilia non arrivano all’1% di raccolta differenziata. Il più virtuoso tra i 390 è Licodia Eubea (Ct) con il 69,6%, mentre dieci comuni sono a quota zero, tutti nel messinese: Capizi, Gualtieri Sicaminò, Mazzara Sant'Andrea, Merì, Monforte San Giorgio, Motta D’Affermo, San Piero Patti, Santa Lucia del Mela, Saponara e Valdina. E’ quanto emerge dall’ordinanza sui rifiuti firmata ieri dal presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, dopo il via libera del ministero per l’Ambiente che ha autorizzato la proroga di sei mesi delle discariche in regola.  Tra i capoluoghi di provincia, fa meglio di tutti Trapani con il 21,2% di differenziata, seguita da Ragusa con il 17,2%, da Agrigento con il 14,4%. Tutti gli altri sono sotto la doppia cifra: la peggiore Siracusa con il 4,7%. Messina ed Enna sono a quota 7,6%, Caltanissetta all’8%, Palermo all’8,3% e Catania al 9,3%.

 

In questa situazione, con la raccolta differenziata che non decolla e le discariche siciliane al collasso (due sono ancora chiuse perché non a norma) prende corpo l'ipotesi di trasferire in altre Regione la spazzatura siciliana, con conseguenti costi aggiuntivi per il sistema e quindi per le tasche dei siciliani.  Dalla Sicilia la spazzatura potrà viaggiare in nave o su gomma verso altre Regioni. A prevederlo è uno dei punti dell’ordinanza sui rifiuti che ha permesso di riaprire le discariche scongiurando l’emergenza, firmata ieri sera dal governatore Rosario Crocetta, dopo il via libera del ministero per l’Ambiente. La Regione siciliana potrà stringere accordi con altre Regioni per il trasferimento dei rifiuti, che comunque prima dovranno essere trattati. L’ordinanza rimarrà in vigore fino al prossimo 30 novembre.

 

Intanto però sei discariche su otto sono tornate in funzione da stamattina in Sicilia, dopo uno stop di 24 ore cominciato alla mezzanotte di lunedì, quando è scaduta l'ennesima proroga che consentiva l’utilizzo dei siti non ancora a norma. Restano chiuse le discariche di Siculiana e Gela, perché manca l’impianto di biostabilizzazione.

 

I rifiuti prodotti in una cinquantina di comuni dell’Agrigentino, secondo quanto prevede l’ordinanza, fino a novembre saranno dirottati nelle discariche di Motta Sant'Anastasia e Grotte San Giorgio, nel Catanese; quelli di alcuni comuni del Palermitano, invece, fino a fine mese nel sito di Lentini e dal primo luglio in parte a Palermo, nella discarica di Bellolampo, e in provincia di Catania.

 

L’ordinanza prevede anche l’incenerimento di 700 mila tonnellate di rifiuti all’anno con la realizzazione di termovalorizzatori; l’aumento di sei punti percentuali, in sei mesi, la raccolta differenziata: un aumento del 3% entro fine agosto, un altro 3% entro novembre, intimando ai comuni di attivarsi.

 

«L'ordinanza sui rifiuti cerca finalmente di porre le basi per una reale soluzione dei problemi che riguardano la Sicilia e i siciliani. In questa fase così delicata, sarebbe auspicabile una fattiva collaborazione da parte anzitutto dei comuni che hanno la responsabilità di aumentare sensibilmente la raccolta differenziata e di riscuotere la tassa sui rifiuti: va in questo senso l'ecoincentivo approvato dall’Ars», ah detto l’assessore regionale all’Energia e servizi di pubblica utilità, Vania Contrafatto.

 

«Tocca ai sindaci non scaricare sui cittadini il costo delle proprie inefficienze - ha aggiunto la Contrafatto -. L’ordinanza inoltre prevede nuove destinazioni per i comuni che conferivano a Siculiana, in base alla vicinanza e alle quantità prodotte».  Per Contrafatto «l'odierna situazione è frutto di anni e anni di scelte sconsiderate». «Questo governo - conclude - sta provando finalmente a fare ordine risolvendo problemi che si trascinano da troppo tempo».
 

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