home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Palermo, prete pedofilo condannato a 6 anni e 4 mesi

Palermo, prete pedofilo condannato a 6 anni e 4 mesi

La durissima sentenza del Gup del Tribunale: il pm aveva chiesto cinque anni. Roberto Elice, 37 anni, ex parroco della chiesa Santissima Assunta a Palermo, è accusato di abusi sessuali nei confronti di due fratelli di 13 e 15 anni

Palermo, prete pedofilo condannato a 6 anni e 4 mesi

Tutto è cominciato durante un pellegrinaggio a Medjugorje. In quel luogo meta di viaggi di fede e speranza, due fratelli di 13 e 15 anni raccontarono di aver subito abusi sessuali proprio dal quel parroco che li aveva accompagnato e di cui si fidavano ciecamente.

Abbracci baci e carezze nelle parti intime che poi sarebbero proseguiti anche al ritorno a Palermo. Una storia che ha trovato adesso una prima conclusione giudiziaria con la condanna a sei anni a quattro mesi di reclusione, emessa dal gup Sergio Ziino, per don Roberto Elice, 37 anni, ex parroco della chiesa Santissima Assunta.

Il giudice è andato oltre la richiesta del pm che aveva sollecitato una condanna a cinque anni.

Nel processo si è costituita parte civile la madre dei due adolescenti. Al suo avvocato Mario Zito, che ha preannunciato appello, Elice ha consegnato una lettera nella quale dice di sperare che i due adolescenti non debbano patire conseguenze gravi dal suo comportamento.

Il prete era stato arrestato dalla polizia il 2 febbraio scorso mentre si trovava a Roma, dopo oltre un anno di indagini. A scoprire gli abusi fu la madre dei due fratellini, che denunciò il sacerdote nel 2014. Dopo essere stato indagato, il prete confessò tutto. "Mi sono autodenunciato alla Curia a novembre del 2014", disse al gip.

La Curia, dopo la confessione, trasferì il parroco a Roma in una struttura per sacerdoti con problemi, lo sospese a divinis e avviò un procedimento penale canonico a suo carico. Durante l'interrogatorio l'indagato ammise le sue responsabilità e confessò di aver dato baci e carezze ai due fratelli.

Il procuratore aggiunto Salvatore De Luca e il sostituto Claudio Camilleri, proprio per l'evidenza della prova, decisero di chiedere il rito abbreviato, saltando così l'udienza preliminare. Durante le indagini gli investigatori, inoltre, risalirono ad una terza presunta vittima, un ragazzo ora maggiorenne, che negli anni passati avrebbe ricevuto le stesse "attenzioni" dei due fratelli. Quando il sacerdote "confessò" le sue colpe alla Curia l'ex arcivescovo Paolo Romeo sostenne in un'intervista: "Abbiamo subito contattato la madre dei bambini informandola del suo diritto-dovere di denunciare. Ci disse che l'aveva già fatto. Noi abbiamo seguito le regole del diritto canonico. Ci siamo offerti anche di sostenere economicamente la mamma dei bambini".

Alla domanda se non fosse stato il caso di avvertire tempestivamente la procura, il cardinale Romeo rispose che "alla Chiesa non tocca fare alcuna denuncia alla procura. Con don Roberto si è adottata la massima severità. Certo, un padre non può abbandonare il proprio figlio, anche in questa situazione così grave. E il vescovo è un padre".

Il suo successore alla guida della chiesa palermitana don Corrado Lorefice, dopo l'emissione della custodia cautelare in carcere per don Elice, espresse subito "profonda solidarietà alle vittime delle violenze subite e ai loro familiari" e chiese "loro perdono".

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa