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«Il Muos? Questione importante da risolvere al più presto»

«Il Muos? Questione importante da risolvere al più presto»

Colloquio con John Phillips, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, a margine della celebrazione anticipata dell’“Indipendence Day”, ieri pomeriggio al Castello Ursino di Catania GUARDA IL VIDEO

«Il Muos? Questione importante da risolvere al più presto»
Il Muos di Niscemi? Una «questione importante», che «siamo ansiosi di vedere risolta». Anche perché «è giunto il momento di risolverla». Così John Phillips, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, a margine della celebrazione anticipata dell’“Indipendence Day”, ieri pomeriggio al Castello Ursino di Catania. Accolto dal sindaco Enzo Bianco, l’ambasciatore, assieme alla console generale per il Sud Italia, Colombia Barrosse, ha ricordato: «Abbiamo rapporti eccellenti con l'Italia, parte del mio lavoro consiste nel visitare ogni regione d'Italia, inclusa la Sicilia, dove sono stato in più di una occasione ed è una regione che mi affascina sempre, per la sua gente, la sua cultura, e il suo cibo. Abbiamo molte radici in questa terra, molti americani hanno origini siciliane e questa è una parte veramente speciale dell'Italia.  Mi fa sempre piacere avere l'opportunità di visitarla».
 
 
Poi, parlando del sistema satellitare della Marina Usa (in atto sotto sequestro e con un processo penale per abusivismo, oltre che una controversia amministrativa sui presunti danni alla salute) ha detto: «Ora abbiamo una questione importante ancora aperta, e cioè il Muos, che è un sistema per proteggere tutti noi, inclusi Italia, Stati Uniti e gli altri Paesi europei, che avranno così maggiori possibilità di difendersi dal terrorismo dilagante. Abbiamo un sistema da dieci miliardi di dollari, con quattro satelliti in tutto il mondo che raccolgono informazioni di cui abbiamo bisogno, e in questo momento funzionano solo i 3/4 di questo sistema perché uno di questi satelliti che si trova qui dovrebbe operare, ma non opera ancora. Quindi in questo momento è come se  la zona del nord Africa e l'intero medio Oriente fossero al buio.
 
 
E quello che il satellite dovrebbe fare è fornire le informazioni che servono a tutti i Paesi Nato, all'Italia e agli Stati Uniti per combattere il terrorismo, e non riusciamo a farlo funzionare a causa della decisione di un tribunale locale e siamo ansiosi di vedere questa questione risolta al più presto per il bene della nostra difesa e della sicurezza di tutti. È giunto il momento di risolverla».
 

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