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Catania, in un capannone abbandonato

Catania, in un capannone abbandonato una piantagione con 2500 piante di marijuana

Tre arrestati, erano seguiti dalla Polizia con un Gps VIDEO - FOTO

Il laboratorio poteva produrre almeno tre tonnellate di droga all'anno

Catania, in un capannone abbandonato una piantagione con 2500 piante di marijuana

La Polizia, nell’ambito di una operazione denominata Great Skunk, ha arrestato tre persone accusate di avere realizzato una piantagione di marijuana e un laboratorio industriale per il suo confezionamento. In manette sono finiti Angelo Rando, pregiudicato catanese di 44 anni, Domenico Conticello, catanese, pregiudicato di 50 anni e Salvatore Carbonaro di 18 anni. Tutti sono accusati di coltivazione e produzione di marijuana.

Le indagini sono partite quando la Squadra Mobile di Catania ha appreso, da fonti info investigative, che Rando e Conticello, cognati, avevano realizzato sul litorale di Agnone Bagni, dove Rando risultava domiciliato, una vasta coltivazione di marijuana.

Da maggio è stata così avviata una certosina attività di indagine con osservazione e pedinamento, con il supporto anche di un Gps installato nell’autovettura di Conticello, una Opel Zafira.

GLI ARRESTATI

 

 

 

Subito le indagini avevano confermato che i due soggetti erano soliti muoversi insieme a bordo dell’Opel di Conticello: un dato che emergeva inconfutabilmente era che l’autovettura con i due a bordo era solita stazionare in contrada “Gelsari” di Agnone, nei pressi di un capannone che appariva in stato di abbandono ed in appezzamento di terreno ricadente in contrada “Cavetta” poi risultata in uso a Conticello. E i due erano iperattivi il sabato. Gli agenti hanno avviato una attività di controllo proprio dove l’auto era solita stazionare e cioè nei pressi del capannone e dell’appezzamento di terreno di contrada “Cavetta”. Nel corso del servizio i due uomini, a bordo dell’Opel Zafira, dapprima si recavano in contrada “Cavetta” e dopo essersi soffermati all’intero dell’appezzamento di terreno, si spostavano in contrada “Gelsari” di Agnone.

Gli investigatori della Mobile a quel punto sono intervenuti e durante la perquisizione all’interno del capannone ha permesso di scoprire che all’interno era stato realizzato un vero e proprio laboratorio industriale per la coltivazione intensiva di marijuana. C’erano sei distinti ambienti dotati di sistema di irrigazione e di aerazione nonché di illuminazione con lampade alogene. Sono state sequestrate 2500 piante di marijuana del tipo pregiato “skunk” che si caratterizza per essere bassa e robusta. Il capannone - laboratorio era dotato di sistemi sofisticati per la coltivazione intensiva a livello industriale: infatti, era dotato di sensori per l’ossigenazione, sistemi di depurazione dell’acqua con l’osmosi inversa, timer, climatizzatori e stufe, fertilizzanti, etc, nonché aree adibite all’essiccazione e stagionatura della marijuana.

Nel sito venivano, altresì, rinvenuti vasetti per la riproduzione ed il trapianto “seminario” di marijuana. Il capannone - laboratorio industriale - e l’attrezzatura rinvenuta al suo interno venivano sottoposti a sequestro. Nel terreno di contrada Cavetta Villaggio Dolce Sogno in territorio di Augusta sono state trovate e sequestrate altre 100 piante di marijuana.

Da un controllo eseguito con l’ausilio di tecnici Enel, si accertava che l’impianto di illuminazione della serra risultava allacciato abusivamente alla rete elettrica pubblica.

Contestualmente, ad esito di altra perquisizione eseguita in contrada “Gelsari” di Agnone, nel giardino e nel balcone di un’abitazione, venivano rinvenute e sequestrate ulteriori 400 piante di marijuana che, dagli accertamenti esperiti, risultavano riconducibili a Carbonaro, parente di Rando e Conticello, anch’egli catanese ma domiciliato ad Agnone. Con il sequestro del capannone è stato interrotto un ciclo di produzione di stupefacenti che avrebbe fruttato ingentissimi guadagni, tenuto conto che da ciascuna pianta potevano ricavarsi circa 800 grammi di marijuana. Rando e Conticello, indagati anche per furto di energia elettrica, sono stati rinchiusi nel carcere di Siracusa - Cavadonna mentre Carbonaro è stato posto ai domiciliari.

La marijuana sequestrata potevano produrre fino a tre tonnellate di droga l'anno. Il questore di Catania Marcello Cardona, incontrando i giornalisti, ha detto che quello sequestrato è "il primo laboratorio del genere scoperto in Sicilia".

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