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Ore di coda alle poste per ritirare una raccomandata

Ore di coda alle poste per ritirare una raccomandata

Accade nel capoluogo etneo, dove è stato necessario l'intervento delle forze dell'ordine per calmare gli utenti inferociti.

Ore di coda alle poste per ritirare una raccomandata

Una lunghissima fila di persone in coda ieri alle Poste centrali di via Etnea per ritirare raccomandate ed effettuare altri servizi. Non sono mancati i malori e i momenti di tensione con il personale dell’ufficio che ha cercato di venire incontro alle tante richieste degli utenti. E’ stato necessario anche l’intervento delle forze dell’ordine per mantenere la calma fra i clienti inferociti.

Da giorni, entrare alle Poste è una vera e propria via crucis. Volti stanchi, annoiati, nervosi, sbuffanti. In più il caldo afoso di ieri ha fatto andare i più intolleranti in escandescenze. Soprattutto dopo il peregrinare, spesso a vuoto, nel tentativo di trovare un posteggio per l’auto più vicino possibile all’ufficio. Fra le dita cartoline bianche o gialle degli avvisi di giacenza che diventano all’occorrenza deboli ventagli.

Chi usciva dopo ore di attesa affermava di aver vissuto un’esperienza infernale. Chi due, chi tre, chi quattro ore di attesa per una semplice raccomandata. Una vera e propria bolgia di urla e lamentele contro incolpevoli impiegati lasciati allo sbaraglio e alla mercè del pubblico. C’è chi attribuisce la colpa ai postini, che consegnerebbero le inesitate prima ancora di citofonare: «Non si creerebbe tutto questo caos!».

In questo contesto si inserisce l’ennesima denuncia della Cisl Poste catanese. «Malgrado le denunce, lo stato di agitazione e lo sciopero dello straordinario che rimarrà in vigore fino al prossimo 8 di luglio - scrive il segretario territoriale Salvo Di Grazia - l’azienda persevera ostinatamente a mantenere i servizi essenziali nel caos, abbandonando i lavoratori e le cittadinanze nel più assoluto disagio e senza alcuna prospettiva di azioni risolutive rispetto alle evidenti problematiche».

In effetti, nel settore del recapito da diverso tempo è saltato tutto, in tutti gli ambiti e in tutti i Comuni della provincia, sia nei Centri “riorganizzati” a giorni alterni sia in quelli dove il nuovo modello non è stato ancora applicato. Decine di zone scoperte di portalettere e una moltitudine di quartieri che per giorni e giorni non vedono recapitata la corrispondenza. Migliaia sono le raccomandate giacenti nei Centri e non recapitate, mentre il personale residuo in servizio viene oberato di super-lavoro con carichi di corrispondenza che mai riuscirà a smaltire nell’orario di servizio.

«Il personale applicato agli sportelli per la consegna della posta inesitata è allo stremo - sottolinea Di Grazia - costretto anche a confrontarsi con la clientela inferocita che, legittimamente, lamenta attese di ore per il ritiro di una raccomandata». Quanto accaduto all’ufficio postale di via Etnea, dove come dicevamo è dovuta intervenire la forza pubblica per mantenere l’ordine, per il sindacalista catanese è inaccettabile. «Non è giusto - dice - che i cittadini debbano subire tali pesanti umiliazioni per usufruire di un servizio che, seppure in parte, viene pagato ancora dal contribuente. Le vittime sono anche i lavoratori a cui non basta più la buona volontà e il grande spirito di sacrificio con cui affrontano la giornata di lavoro, con il pericolo di incorrere anche in responsabilità personali indotte da una inesistente organizzazione del lavoro».

E tutto ciò non accade solo a Catania, ma anche nella maggior parte dei Comuni della provincia, dove peraltro si lamenta una forte carenza di personale agli sportelli e i lavoratori cercano in tutti i modi di mandare avanti la “baracca” considerato l’attuale periodo di scadenze di pagamenti.

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