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Bianco a Napoli per ricordare Angelo Vassallo: «Un sindaco eroe, oggi più che mai un esempio»

Il sindaco di Catania ha partecipato alla cerimonia per ricordare l'omicidio del primo cittadino di Pollica avvenuto nel 2010. E il procuratore nazionale antimafia ha riacceso le speranze per fare luce sul delitto

Bianco a Napoli per ricordare Angelo Vassallo: «Un sindaco eroe, oggi più che mai un esempio»

C’era anche il sindaco di Catania, nonché presidente del consiglio dell’Anci, Enzo Bianco al Teatro San Carlo di Napoli dove si è svolta manifestazione per ricordare Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso nel 2010 dalla criminalità organizzata pagando con la vita la sua battaglia per difendere la legalità nel suo comune. Un comune che lo aveva eletto per la prima volta nel 1995 e che lo ha poi rieletto proprio nel 2010 con il 100 per cento dei voti.

Insieme a Bianco c’erano tra gli altri anche il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il Procuratore nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho e Dario Vassallo.
«Abbiamo ricordato il sindaco - pescatore Angelo Vassallo – ha detto Enzo Bianco che al Teatro San Carlo ha anche preso la parola - . Una persona straordinaria. Lo avevo avuto a fianco quando fui eletto presidente dell’Anci, quando fondammo la Margherita e poi anche nel Pd. Un uomo semplice e coraggioso. Un esempio oggi più forte che mai. Un amico che mi manca».

Un delitto ancora senza colpevoli ma nelle ultime settimane uno squarcio di luce sembra incunearsi nel buio del mistero. «Ci sono tuttora altre tracce, piste investigative – ha detto Federico Cafiero De Raho - Dal 2010 - ha affermato - non si è ancora arrivati all’identificazione dei responsabili, ma è anche vero che dal 2010 le indagini sono proseguite. Di fronte a determinati crimini non c'è mai la parola fine - ha aggiunto - fino a che non si arriva all’identificazione degli autori. Otto anni di omertà - ha sottolineato - ma le indagini non si sono fermate di fronte a questa omertà. È vero che ogni qualvolta ci siano fatti di questo tipo - ha proseguito - è come se si fermasse quel percorso di legalità che avvertiamo soprattutto in regioni a più alta densità mafiosa, ma è vero che ancora una volta si sta andando avanti e sono convinto che in questa, come in altre indagini, si arriverà a identificare i responsabili. La Direzione nazionale antimafia ha compiti di coordinamento e impulso - ha concluso - laddove vi è una procura distrettuale, come quella di Salerno, che in modo instancabile e inarrestabile prosegue nelle indagini, non possiamo che seguire dal di fuori e verificare se vi sono momenti di coordinamento o di stanca».

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