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La seconda vitadei fari in affittoQuattro rivivrannoin Sicilia

La seconda vita dei fari in affitto Quattro rivivranno in Sicilia

Saranno trasformati in foresterie,ristoranti, centri turistici. La gestione soprattutto a società private

La seconda vita dei fari in affitto Quattro rivivranno in Sicilia

 ROMA - Dallo yoga, alla pesca, alla vela, cucina, fotografia, tutela dell’ambiente: comincia oggi una seconda vita per 9 fari italiani. Situati su alcuni dei punti più belli delle coste italiane, di proprietà del Demanio o della Difesa sono stati affidati in concessione per un periodo che va dai 15 a 50 anni, con la gara Valore Paese-Fari partita nell’autunno scorso. Ora l’aggiudicazione, per trasformare questi «vecchi signori del mare», in Sicilia, Puglia, Campania e Toscana, spesso praticamente abbandonati, in spazi fruibili per tutti. Ad aggiudicarsi la gara sono sono stati in gran parte società private (c'è ne anche una di un imprenditore under 30), in un caso il Wwf, ed anche un gruppo tedesco specializzato nel settore.


 L’intera operazione comporterà un investimento di circa 6 milioni di euro per riqualificare le strutture, con una ricaduta economica complessiva che il Demanio valuta in circa 20 milioni di euro e un conseguente risvolto occupazionale diretto di oltre 100 operatori. Lo Stato incasserà oltre 340 mila di euro di canoni annui che, in considerazione della differente durata delle concessioni, ammonterà a oltre 7 milioni di euro per tutto il periodo di affidamento.


 Dei quattro fari affidati in gestione in Sicilia, quello di Punta Cavazzi ad Ustica, diventerà una foresteria in cui sviluppare momenti dedicati alla formazione, allo studio e all’intrattenimento. Workshop di cucina, fotografia, eventi, escursioni e attività legate alla vela, alla pesca e allo yoga al Faro di Capo Grosso nell’isola di Levanzo. Il Faro di Brucoli ad Augusta sarà un punto di accoglienza turistica associato ai prodotti eno-gastronomici locali. Murro di Porco a Siracusa, è stato assegnato a Sebastian Cortese, un giovane imprenditore under 30, che ha proposto un modello di business articolato su vari fronti: ristorazione, marketing, congressi, eventi e 14 posti letto tra suite e boutique apartment.


 Gestisce tre fari in Germania ed è da poco entrata nel mercato spagnolo la berlinese FloatelGMbH, specializzata nel recupero di che valorizzerà i Fari di Punta Imperatore a Forio D’Ischia e San Domino alle isole Tremiti: si promette «approccio minimal e standard elevato». Sempre in Campania andrà invece al Wwf il Faro di Capo D’Orso a Maiori che realizzerà un osservatorio marino-costiero, con un centro visite, percorsi natura e una bottega dei sapori. Sull'isola del Giglio, il faro di Punta Capel Rosso va ad una società realizzata da un’imprenditrice di Scandicci insieme ad un 'espertò del settore l’imprenditore che ha già valorizzato il faro di Capo Spartivento. Rimarrà ancora più strettamente legato all’isola il faro società di Punta Fenaio affidato da un’imprenditrice del Giglio. Bisognerà invece aspettare qualche mese per l’assegnazione di altri due fari: quello di Isola Capo Rizzuto in Calabria e della Formica Grande di Grosseto, che non sono stati affidati. Un nuovo bando è atteso probabilmente per metà luglio.
 

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