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Commissione parlamentare boccia hotspot Pozzallo

Commissione parlamentare boccia hotspot Pozzallo

Commissione parlamentare boccia hotspot Pozzallo

Sovraffollato e del tutto inadeguato ad ospitare i migranti: la Commissione parlamentare d’inchiesta sui Centri di accoglienza boccia senza mezzi termini l’hotspot di Pozzallo, uno delle quattro strutture volute dall’Ue e aperte in Italia - gli altri sono a Lampedusa, Trapani e Taranto - dove i migranti dovrebbero rimanere 72 ore per essere identificati e fotosegnalati, per poi essere trasferiti in centri più idonei.

Il verdetto è arrivato al termine della visita ufficiale che la Commissione ha svolto ieri; un sopralluogo che ha messo in luce quello che chiunque abbia visto il Centro anche soltanto dall’esterno conosce bene. L’hotspot è infatti ospitato in un capannone in cemento armato piantato alla fine del porto commerciale, completamente protetto da una recinzione metallica che in alcuni punti è integrata con delle assi di legno che impediscono di vedere all’esterno. Tutto attorno alla recinzione non c'è un filo di verde, solo cemento. Una struttura, dunque, che al massimo potrebbe essere un magazzino e che invece ospita centinaia di uomini, donne e minori, tutti insieme. La capienza ufficiale è di 180 posti ma in alcune situazioni l’hotspot è arrivato ad 'accoglierè, si fa per dire, anche 400-500 persone. Con soli 5 bagni. Come se non bastasse, all’interno del Centro restano per settimane decine di minori non accompagnati: soggetti che dovrebbero essere protetti e trasferiti in strutture sicure. 

Ecco perché, al termine della visita, il presidente della Commissione Federico Galli non ha potuto far altro che evidenziare le carenze: infrastrutture inadeguate, sovraffollamento e permanenze troppo inadeguate, soprattutto dei minori. «Bisogna cambiare qualcosa - ha detto Gelli - e organizzarsi diversamente per tenere aperto il Centro e soprattutto individuare soluzioni alternative per il soggiorno dei minorenni non accompagnati».

La Commissione ha anche ascoltato il prefetto Maria Carmela Librizzi, il responsabile della cooperativa che gestisce la struttura ed il sindaco di Pozzallo Luigi Ammatuna. «Ho fatto il possibile per mantenere su buoni standar l’hotspot durante questi anni di emergenza, ma con fondi ridotti e senza aiuti dallo Stato non è possibile fare di più - ha sottolineato quest’ultimo - Ho rappresentato le difficoltà del Comune e non ho strutture alternative dove sistemare i minori. Il centro avrebbe bisogno di interventi di manutenzione, ma questi non possono essere a carico del bilancio comunale, già critico». 

In attesa che si decida di affrontare seriamente il problema, l'hotspot continua a funzionare. Dei cinquemila migranti salvati ieri nel canale di Sicilia, 456 sono sbarcati stamattina a Pozzallo. Ed è molto probabile che nelle prossime ore arriverà anche una parte di 2.100 migranti soccorsi oggi.

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