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Cannabis di Statocure ancora negateIl flop in Siciliaper uso medicale

Cannabis di Stato, cure ancora negate. Il flop in Sicilia

La somministrazione terapeutica garantita soltanto nell'Hospice del "Garibaldi" di Catania e in un centro privato di Rosolini

Cannabis di Stato, cure ancora negate. Il flop in Sicilia

Palermo - Siamo alle solite. Prima si fanno gli annunci, anche entusiastici. e poi il tempo è testimone dei ritardi. Il 26 marzo 2014, cioè oltre due anni fa, la Giunta regionale siciliana presieduta dal “governatore” Rosario Crocetta e su proposta dell’allora assessore alla Salute Lucia Borsellino varò l’uso della cannabis per scopi terapeutici anche in Sicilia. In particolare venne approvata una delibera con la quale si dava mandato all’assessore di predisporre i provvedimenti necessari ad assicurare la possibilità dell’uso terapeutico dei cannabinoidi nelle strutture sanitarie accreditate, pubbliche e private.

 


Entusiastico il presidente Crocetta che, a caldo ebbe a dichiarare: «Provvedimento di particolare valore civile e sociale che mette la Regione siciliana all'avanguardia come altre regioni europee». Belle parole. Ottimistiche. Ma evidentemente il presidente non aveva fatto i conti con i tempi della burocrazia. Infatti, oggi a distanza di oltre due anni da quel provvedimento, in Sicilia la cannabis terapeutica è ancora negata ai pazienti. A parte l’isola felice rappresentata dall’unità operativa di Cure Palliative e Hospice dell’azienda ospedaliera Arnas “Garibaldi” di Catania dove il direttore Angelo Alaimo con tutti i sacrifici del caso, assicura da tempo - unica struttura sanitaria pubblica dell’Isola - la terapia ai suoi pazienti con il “nabilone” acquistato dall’azienda ospedaliera etnea presso un’azienda del Canada, per il resto non c’è altro ospedale siciliano dove sia stata avviata la somministrazione.


E’ pur vero che in Sicilia, a Rosolini, c’è anche un Centro privato, il “Medical Cannabis Center” in grado di distribuire la cannabis. Per il resto c’è ancora oggi una generica dichiarazione di intenti. I medici, in particolare gli oncologi, i neurologi e coloro i quali si occupano di terapia del dolore e cure palliative rimangono ancora oggi alla finestra in attesa che anche in altri centri sanitari dell’Isola possa essere introdotta la cannabis.
Da più parti però si parla di flop, anzi di “floppissimo”, Ma ci sono anche alcuni che attendono con fiducia un segnale da parte della Regione affinché quella generica dichiarazione di intenti possa tramutarsi in un dato di fatto. Concreto.


«Siamo in attesa di un segnale. Basta con le chiacchiere. Ci vogliono i fatti - sottolinea Francesca Picone, responsabile del Sert dell’Asp di Palermo - da due anni siamo in attesa di poter introdurre anche in Sicilia la cannabis terapeutica e sembra che tutto si sia fermato soltanto a qualche proclama. Attendiamo fiduciosi ma dobbiamo stare anche attenti ai nostri giovani. Quando vado nelle scuole per le lezioni di educazione alla salute e parlo di cannabis, ai ragazzi si illuminano gli occhi. Io li metto in guardia dicendo che la cannabis terapeutica è una cosa e gli spinelli sono un altro genere di cose».


E’ tutto vero. A livello nazionale e regionale i pareri contrari giungono proprio dai responsabili dei vari Sert che hanno criticato la decisione dei vari governi regionali come, se volessero anche dare il via libera alla legalizzazione della cannabis anche per uso ricreativo. Ed un ultimo passaggio non deve essere sottovalutato. Una volta che lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, dove si stanno predisponendo i flaconcini con la marijuana medicale avrà inviato agli ospedali gli stock richiesti, i farmacisti dovranno predisporre il prodotto galenico da somministrare ai pazienti. Quanti sono in grado oggi, nei nostri ospedali, di saperli preparare?Qualche esperto dice che sono pochissimi. Quindi, anche per loro, prima che si aggiunge ritardo al ritardo, dovranno sottoporsi a specifici corsi di formazione, altrimenti al flop si aggiungerà anche la brutta figura. I malati siciliani non si meritano questo.
 

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