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Catania e il futuro di Fontanarossa

Catania e il futuro di Fontanarossa Ecco perché l'Enac sollecita la Sac

Le inadempienze gestionali dipendono dall’asfissia finanziaria dei soci

Catania e il futuro di Fontanarossa Ecco perché l'Enac sollecita la Sac

Aeroporto di Fontanarossa: la questione è semplice. E non si tratta tanto della mancata pubblicazione del bilancio della Sac, oggetto misterioso, quanto del fatto che entro dieci giorni la stessa Sac è tenuta a rinnovare con l’Enac il «contratto di programma» che dà sostanza alla concessione quarantennale.

Cosa che non è stata ancora fatta e che l’Enac solleciterà con una lettera in preparazione che probabilmente sarà ultimata e spedita lunedì. Cosa deve fare la società di gestione dell’aeroporto catanese? Certo non fare ammoina. Deve firmare il «contratto di programma» al più presto, diciamo al massimo entro metà luglio; poi ha due mesi per presentare il programma economico-finanziario e dimostrare di avere i soldi per realizzare le opere previste nel quadriennio. L’iter è questo, pena la «decadenza».

C’è da pensare, senza volere essere prevenuti, che la Sac questi soldi, cioè 165 milioni, non li abbia, o quantomeno non li abbia tutti, e che non ha ancora trovato altre banche disposte a sostenerla. I soci, come sapete, sono gli enti pubblici squattrinati che gestiscono l’aeroporto come cosa loro da un decennio, e quindi ora i nodi stanno venendo al pettine.

Il fatto è che Fontanarossa con i suoi 7 milioni e oltre di passeggeri guadagna sì, ma non abbastanza per sostenere il costo degli investimenti, e l’Enac non può attendere all’infinito. Da qui la necessità di darci un taglio e indire una gara internazionale per la gestione dell’aeroporto più trafficato del Mezzogiorno, come ha fatto giustamente il presidente della Regione Crocetta.

Di fronte alla crudezza dei numeri, non resta che arrendersi. Resistere «ultra petita» sarebbe un attaccamento alla poltrona che può essere umanamente comprensibile, ma che può provocare gravi danni alla gestione dello scalo e alla consistenza del suo valore. Questo sia detto senza retropensieri, perché lo scopo di questo giornale è quello di chiedere una gestione che sia in grado di risolvere i problemi di crescita della più grande impresa catanese con centinaia di dipendenti.

Il presidente della Sac, Salvatore Bonura, e l’ad Gaetano Mancini ci hanno inviato una lettera per esprimere il loro rammarico per la posizione espressa da «La Sicilia» e per sostenere che nell’ultima assemblea di martedì scorso non è vero che non si sia fatto niente, bensì «messo in atto tutte le necessarie azioni utili a rispondere all’esigenza, propedeutica all’approvazione del bilancio, come evidenziato anche dal collegio sindacale e dalla società di revisione, di deliberare formalmente il percorso, alternativa alla quotazione in Borsa, necessario a reperire il reperimento delle residue risorse finanziarie necessarie a sostenere l’intero piano di investimenti».

Quindi è proprio vero che la Sac non ha un bilancio. Noi rispondiamo così: 1) sono scaduti i termini di legge per l’approvazione del bilancio di Sac senza che esso sia stato non solo approvato, ma neanche presentato all’assemblea. Ricordiamo che i progetti di bilancio vanno depositati presso la sede sociale almeno 15 giorni prima dell’assemblea chiamata all’approvazione; 2) la Sac opera con un organo amministrativo scaduto e in prorogatio da tempo, mentre sarebbe legittimo attendere la nomina del nuovo consiglio di amministrazione. Il mancato rinnovo degli organi sociali non appare un segnale di sanità societaria; 3) la Sac non è riuscita a nominare (per il tramite della controllata Intersac) neanche il nuovo consiglio di amministrazione della Soaco, che gestisce l’aeroporto di Comiso; 4) vorremmo sapere se il collegio sindacale di Sac sia intervenuto in qualche maniera per risolvere questi problemi; 5) ovviamente delle inadempienze gestionali di qualsiasi società che non predispone il progetto di bilancio i responsabili sono chiamati nell’eventualità a rispondere alle competenti autorità. Per alcune di queste violazioni sono previste sanzioni civili e penali. Ci dispiace aver dovuto ricordare queste responsabilità e queste scadenze, ma sono le regole che i buoni amministratori debbono osservare. Sempre.  

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