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Entra come un ladro in casadella ex e la violenta: arrestato

Entra come un ladro in casa della ex e la violenta: arrestato

L'uomo un 42enne della provincia di Catania ha forzato una serranda e ha abusato della donna in camera da letto, nonostante nella stanza accanto dormissero due bambini

Entra come un ladro in casa della ex e la violenta: arrestato

Biancavilla (Catania) - Ha forzato una serranda e si è introdotto nell’abitazione della sua ex convivente, a Biancavilla, come fosse un ladro. Ma le sue intenzioni erano ben altre. Si è presentato nella camera da letto della donna, aggredendola per avere un rapporto sessuale. Nonostante il rifiuto, l’ha costretta con la forza. «L’ha violentata», hanno riferito i carabinieri. E non ha tenuto in considerazione nemmeno che nella stanza vicina dormissero i bambini, di 7 e 5 anni, quest’ultimo figlio dell’uomo.

 


È stata la stessa vittima, 35 anni, a chiamare il 112. Una pattuglia della stazione di via Benedetto Croce è subito arrivata sul posto, bloccando l’uomo, un 42enne originario di un paese fuori della provincia di Catania.


Per la donna, invece, è stato necessario il trasporto al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla, dove i medici l’hanno sottoposta a specifici esami, che hanno confermato lo stupro. Adesso è a casa, nel tentativo di ritrovare un minimo di serenità. Il suo ex convivente è stato posto agli arresti domiciliari nel suo paese d’origine, in attesa di giudizio con le accuse di violazione di domicilio e violenza sessuale.
Non si tratta, purtroppo, del primo caso di stupro nel centro etneo. Lo sanno bene le volontarie del centro antiviolenza ed antistalking “Calypso”.

 

Il centro, che non ha una sede in cui potere operare né aiuti di alcun tipo da parte del Comune, si ritrova spesso a lanciare appelli nel vuoto. «Quest’ultimo episodio – ha sottolineato l’avvocato Pilar Castiglia, presidente di Calypso– conferma che il fenomeno della violenza sulle donne ci riguarda tutti. Le istituzioni sono sempre più interessate ad affrontare la violenza sulle donne con amene manifestazioni, spesso di taglio inconsapevolmente maschilista, piuttosto che dare colloquio a chi il problema lo conosce davvero, come chi opera nei Centri antiviolenza».

 

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