home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Palermo, partorì e gettò neonato nel cassonetto, il Pg ha chiesto 21 anni

La richiesta della Procura generale nel processo davanti la Corte di assise di appello nei confronti di una 21enne. In primo grado è stata assolta perché non in grado di intendere e di volere

Palermo, partorì e gettò neonato nel cassonetto, il Pg ha chiesto 21 anni

Il sostituto procuratore generale di Palermo Emanuele Ravaglioli ha chiesto la condanna a 21 anni e due mesi di carcere di Valentina Pilato, la giovane palermitana che, a novembre del 2014, abbandonò la figlia, appena partorita, in un cassonetto, uccidendola. In primo grado la donna era stata dichiarata incapace di intendere e di volere e assolta dalla corte d’assise di Palermo.

Il dibattimento di secondo grado si «gioca» tutto sulle perizie psichiatriche. Per i consulenti della difesa la Pilato non era in sé quando gettò, dopo averla partorita in casa, la neonata. Si liberò della bimba come si fa di «un oggetto pericoloso che la mente della madre si rifiuta di considerare un figlio», hanno sostenuto gli esperti, un criminologo e una psichiatra, per i quali la Pilato avrebbe un disturbo grave dell’umore che si «accompagna a vissuti dissociativi e paranoidei».

Una patologia presente al momento dell’infanticidio e al momento del parto avvenuto «dopo una rilevante negazione della gravidanza e di qualsiasi reazione affettiva ad esso legata».

Di diverso avviso i consulenti nominati dal gip nella fase dell’incidente probatorio che, pur ammettendo l’esistenza di un «disturbo di adattamento», ne hanno sostenuto la lucidità.

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

VivereGiovani.it

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa

CALENDARIO