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Trasportato d’urgenza in ospedalea bordo dell’autobus urbano

Trasportato d’urgenza in ospedale a bordo dell’autobus urbano

A causa della temporanea indisponibilità di un’ambulanza del 118, un anziano sentitosi male su un bus è stato portato in ospedale dall'autista del mezzo pubblico. 

Trasportato d’urgenza in ospedale a bordo dell’autobus urbano

Caltagirone. Trasferito d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Gravina di Caltagirone a bordo di un bus di linea urbana dell’Ast. E come se non bastasse con... tanto di passeggeri a seguito e con staffetta finale compiuta a piedi e a “bordo” di una barella che, districandosi in una spasmodica corsa negli spazi interni del nosocomio, ha condotto il malcapitato paziente sino all’ingresso del reparto di emergenza sanitaria.

In tempi di crisi, per carità, ogni fatto di cronaca cittadina che volge a buon fine, per di più salvando una vita umana, è sempre ben accetto. Però, nel caso della storia che stiamo per raccontarvi, gli elementi di valutazione conducono speditamente all’indispensabilità di un servizio - nello specifico quello di emergenza sanitaria - che i cittadini di ogni Paese civile pagano, reclamandone quindi legittimamente il diritto.

I fatti si sono svolti a Caltagirone: nella città della ceramica, a causa della temporanea indisponibilità di un’ambulanza del 118, impegnata in un altro intervento di soccorso, ne sarebbe dovuta giungere una da Palagonia, che dista all’incirca una trentina di chilometri. Una distanza da percorrere in un tempo troppo lungo: si sono allora ingegnati il conducente del bus e un maestro di arti marziali (quest’ultimo vanta qualche infarinatura di soccorso e  pratica interventi di rianimazione).

Questa la ricostruzione dei fatti: il bus di linea dell’Ast, che era partito da piazza Umberto, non appena giunto in prossimità di via Giorgio Arcoleo ha dovuto arrestare la sua corsa poiché un anziano, che viaggiava in compagnia della moglie, ha iniziato ad accusare un malore. I sintomi, stando alle segnalazioni del caso e alle precarie condizioni di salute del paziente, erano quelle di una sospetta ischemia.

I passeggeri hanno richiamato l’attenzione del conducente che ha fermato il mezzo ha allertato il centralino del 118. «Ho cercato disperatamente di rianimare l’anziano - ha detto Giuseppe Satariano, il soccorritore improvvisato e maestro di arti marziali -: dopo le urla della moglie, l’uomo mostrava un colorito giallo e bocca serrata. Mi sono reso conto che non stava respirando e, quindi, mi sono sentito di intervenire adagiandolo subito a terra e applicandogli le manovre di disostruzione delle vie respiratorie. Dopo qualche minuto, ho intravisto i primi segnali di movimento della bocca e degli occhi. Segni che indicavano una leggera ripresa di coscienza. La moglie ci riferiva che, stando alle ultime sue visite mediche, l’uomo era un paziente soggetto ad ischemia».

A quel punto il bus di linea ha deviato dal percorso, compiendo una leggera retromarcia, e si è diretto in direzione ospedale. Il malcapitato anziano, dopo essere stato preso in cura dai sanitari, è stato prontamente rianimato. Stando alla diagnosi medica, l’uomo ha avuto un’ipotonia con relativa abbassamento di pressione del sangue.
Una storia, insomma, a lieto fine, ma che ripropone, purtroppo, l’esigenza di disporre di almeno un’ambulanza in più.

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