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Solarium e spiagge libere:grane e lavori a rilento

Solarium e spiagge libere: grane e lavori a rilento

Il Comune di Catania ha avviato il procedimento di revoca alla ditta che si era aggiudicata la gestione dei due solaria del lungomare e delle tre spiagge libere della Plaia

Solarium e spiagge libere: grane e lavori a rilento

Catania - Quest’estate rischiamo di non potere usufruire degli accessi liberi al mare garantiti dal Comune. Le piattaforme dei due solaria non sono ancora ultimate ed esplode un’altra grana, persino più imbarazzante. Il 24 giugno scorso il Comune ha avviato il procedimento di revoca alla ditta di Giuseppe Fraggetta dell’aggiudicazione provvisoria della gestione dei due solaria al lungomare e delle tre spiagge libere alla Plaia, inclusi i parcheggi annessi e quello del Palaghiaccio, per il triennio 2016-18. Gli uffici preposti si sono accorti soltanto adesso che nei riguardi della ditta vincitrice dell’appalto sussistono «condizioni ostative».

 


«Durante le verifiche - spiega l’assessore al Mare Saro D’agata - gli uffici hanno scoperto che è la stessa ditta che ha gestito le spiagge libere e i solaria nei tre anni scorsi creando tanti problemi. E’ cambiato solo il rappresentante legale». Che prima era Fabio Fraggetta e adesso il figlio Giuseppe. «Basti pensare che la ditta non ha firmato il contratto per i tre anni precedenti, nonostante i solleciti del Comune, ed è stata più volte sanzionata da altre autorità. La Capitaneria di Porto ha rilevato l’assenza, alcuni giorni, dei bagnini per il salvataggio, e la Guardia di Finanza ha scoperto scontrini dei posteggi non vidimati e altre carenze. Carenze che, emerse nei controlli, non possono essere ignorate».

 


Non cita, l’assessore, altri casi di cui la ditta Fraggetta è stata protagonista, come quando nell’agosto 2014  trasformò, per una lunga notte, la piattaforma a piazza Europa in pista da ballo, con musica a tutto volume, con gravi rischi per la sicurezza, oltre che disturbo della quiete pubblica. Per non dire del clamoroso attendamento di un circo con un centinaio di animali, cammelli e tigri compresi, proprio nello spiazzo antistante la spiaggia libera n.1, tra i bagnanti, con i vigili urbani che lasciavano fare in palese violazione di ogni regola di buon senso e delle leggi a tutela dell’igiene e della salute pubblica.


Per tutti questi motivi il Comune ha avviato il procedimento di revoca nell’ottica dell’annullamento dell’aggiudicazione. Alla gara avevano partecipato tre ditte: quella di Fraggetta, un’altra esclusa, e una terza della quale si stanno valutando i requisti. Ma la questione è aperta. Giuseppe Fraggetta, per vie legali, sollecita al Comune la stipula del contratto e, in caso di revoca dell’assegnazione, annuncia ricorso al Tar e due esposti, uno al Procuratore della Repubblica e uno all’Anac (Associazione nazionale anticorruzione) denunciando irregolarità nello svolgimento della gara. Tramite il proprio legale, avvocato Marco Corsaro, ha già presentato delle osservazioni nelle quali difende le proprie ragioni. La revoca - sostiene - per legge deve essere motivata per negligenza e malafede o per avere commesso gravi errori nell’esecuzione del servizio svolto, presupposti che, a suo avviso, mancano, dal momento che si tratta di altra ditta che non ha operato nei tre anni precedenti. E questo dovrebbe essere argomento definitivo. Peccato che Giuseppe Fraggetta sia figlio di Fabio, il gestore precedente, e la ditta la medesima azienda familiare. Ma questo l’avvocato non lo dice e passa a minimizzare le contestazioni fatte al precedente gestore del quale, secondo la sua impostazione, non avrebbe motivo di occuparsi. Dice che nel 2013 è stata contestata alla ditta soltanto l’assenza dei bagnini di salvataggio, per due giorni, «per motivi contrattuali relativi all’associazione di volontariato», e che nel 2014 c’è stato un disguido relativo all’assicurazione e un ritardo sul versamento dei canoni.

 

Nulla, invece, sarebbe stato rilevato nel 2015. Di contro attacca l’amministrazione comunale contestandole i ritardi nel concedere le autorizzazioni e nell’abbattere le strutture in cemento alla Plaia, motivo per cui la stagione è iniziata tardi, con un danno economico per la ditta quantificato in 79.000 euro. A questo si aggiungono i danni, con riduzione degli utenti, provocati dall’inquinamento dello specchio d’acqua antistante la prima spiaggia libera «a causa dell’omesso sbarramento del torrente Acquicella». Motivi per cui la ditta Fraggetta ha proposto una transazione al Comune, sottoscritta nell’aprile 2016, con la quale ha evitato di pagare i residui dei canoni dovuti, per 43.000 euro, accettando di non avere più nulla a pretendere. L’avv. Corsaro, inoltre, ricorda che il Comune non ha dato corso ad un precedente procedimento di deroga, «perché ne mancavano i presupposti», che non ha rispettato alcuni capitolati d’appalto, e che l’attuale ditta ha già provveduto alla pulizia delle spiagge libere, sostenendone i costi. «Una decisione autonoma, dal momento che non c’è stato alcun verbale di consegna», replica l’assessore, a distanza.


Cosa succede adesso? Gli uffici comunali stanno valutando i requisiti dell’unica altra ditta rimasta in gara per assegnarle la concessione. E se non superasse l’esame? «Troveremo il modo di affrontare il problema», assicura l’assessore D’Agata che, a questo punto, non si sbilancia sui tempi per l’apertura al pubblico di queste strutture, anche in considerazione del fatto che i solaria non sono stati ancora completati.
Rimane una domanda: possibile che i funzionari del Comune non abbiano notato che il titolare della ditta vincitrice ha lo stesso cognome di quella esecrata che ha gestito i tre anni precedenti?

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