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Rifiuti, Comuni etnei nel caos

Rifiuti, Comuni etnei nel caos Discarica di Grotte San Giorgio al collasso

Davanti all'impianto di Lentini si allunga la fila degli autocompattatori
Ministro Ambiente Galetti: «Sicilia si muova e rispetti accordi»

Rifiuti, Comuni etnei nel caos Discarica di Grotte San Giorgio al collasso

Catania - L’emergenza rifiuti spacca in due la Sicilia e porta inevitabilmente a ragionare su come e dove smaltire le “vostre” e “nostre” tonnellate, come inevitabilmente doveva succedere con un ciclo di raccolta che non riesce a trovare alternative a una sempre maggiore pressione sulle discariche. E come sta succedendo nel momento peggiore, sul fronte orientale della Sicilia chiamato a fronteggiare anche le emergenze del versante opposto, con la discarica di Grotte San Giorgio, in territorio di Lentini - dove peraltro la sola città di Catania conferisce oltre seicento tonnellate al giorno - messa sotto pressione oltre le proprie capacità dalla recente ordinanza della Regione. Questo proprio con le temperature infuocate delle ultime ore, e con i compattatori provenienti dall’intera Sicilia che formano file chilometriche sulla Statale 114, aspettando di poter varcare i cancelli della discarica gestita dalla Sicula Trasporti, dove però attualmente non possono essere accolte oltre 2.500 tonnellate al giorno.

 

L’emergenza, dunque, ha ormai anche un secondo epicentro, quello di gran parte dei Comuni della Srr metropolitana di Catania, che devono “mettersi in fila” con decine di altri centri siciliani in emergenza per le discariche esaurite, registrando già gravi problemi, e che su iniziativa del Comune capoluogo si sono incontrati ieri in Prefettura, dove si è svolto un vertice presieduto dal prefetto Maria Guia Federico, a cui hanno preso parte una quarantina tra sindaci e amministratori. Riunione molto delicata, come inevitabilmente succede quando ci sono rifiuti da “contingentare” e  non è sicuro che i cassonetti potranno essere tutti svuotati, al prossimo turno di raccolta, e non è ben chiaro dove potrà essere trasportato il loro contenuto, se perdurasse ancora l’ingorgo sulle strade che portano all’impianto di Lentini. Al termine della riunione, è stato stilato un documento in cui i sindaci chiedono al governatore Crocetta di revocare l’ordinanza dello scorso 7 giugno nella parte in cui autorizza altri Comuni, precedentemente non previsti, al conferimento dei rifiuti presso l’impianto della Sicula Trasporti. Infatti - rilevano nel documento sindaci e amministratori etnei - la possibilità di conferire da parte di altri comuni del Trapanese, del Palermitano e dell’Agrigentino, ha creato un’emergenza di ordine sanitario, aggravata dalle alte temperature.

 

Nel documento - in cui si rileva che in caso ritardassero tempestivi interventi sarebbe la Regione ad assumersi le conseguenti responsabilità sui problemi di ordine pubblico - si chiede anche la convocazione urgente della Giunta regionale in seduta straordinaria a Catania, alla presenza di tutti i sindaci coinvolti e dei dirigenti tecnici dell’assessorato regionale, «stante l’improcrastinabilità delle decisioni necessarie a garantire il rispetto delle indicazioni del governo nazionale e l’immediato rientro dell’emergenza». 

 


Il sindaco di Mascalucia,  Leonardi, ha tra l’altro chiesto la convocazione di un’assemblea della Città metropolitana. «Tutti i sindaci del nostro territorio hanno rilevato la gravità dell’emergenza - spiega l’assessore all’Ecologia di Catania Saro D’Agata - perché il limite al conferimento dei rifiuti sta creando gravi problemi. La fila dei  camion che stanno facendo la fila in direzione della discarica di Grotte San Giorgio, arrivano in base alle notizie che ci sono giunte fino al ponte di Primosole, ed essendo pieni e con queste temperature rischiano di determinare anche un problema ambientale e sanitario, per questo la Regione deve subito intervenire. I sindaci etnei sono pronti se necessario ad avviare anche azioni molto forti, recandosi tutti a Palermo per chiedere con forza la modifica dell’ordinanza. Tra l’altro - aggiunge D’Agata - va considerato che questi camion vengono da centinaia di chilometri di distanza, e questa non può essere una soluzione, mentre anche noi come comune capoluogo abbiamo dei camion che non hanno potuto conferire i rifiuti,e  siamo già vicini all’emergenza». 

 

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