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Mattarella saluta la Nave della legalità: «Contro la mafia impegno costante»

Il capo dello stato a Civitavecchia per la partenza degli studenti di tutta Italia alla volta di Palermo

Mattarella saluta la Nave della legalità: «Contro la mafia impegno costante»

CIVITAVECCHIA - «Il 23 maggio è una data che non si può dimenticare, viene ricordata ogni anno la data del vile attentato di Capaci. Da allora si è sviluppato un movimento di reazione civile prezioso e importante, contro la mafia che ha ottenuto risultati importanti ma che richiede ulteriori impegni». Così il capo dello Stato Sergio Mattarella alla partenza della Nave della Legalità che domattina arriverà a Palermo come di consuetudine per il 26° anniversario della strage in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Rocco Di Cillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro. 

La lotta alle mafie è «un impegno da riaffermare per sradicare questo fenomeno da tutti i territori del paese», ha detto il capo dello Stato. «La presenza della mafia ostacola lo sviluppo economico, frena le possibilità di lavoro, condiziona possibilità di vita sociale, riduce la liBertà di ciascuno per questo è importante la testimonianza che state portando oggi e con la giornata di domani e le significative manifestazioni che ci saranno».

«E' importante la testimonianza che state portando oggi e per la giornata di domani: ricordiamo con riconoscenza Giovanni Falcone e Francesca Morvillo e con loro Paolo Borsellino: tra il 23 maggio e il 19 luglio passano poche settimane, una stagione tragica per il nostro paese da non dimenticare per fare motivo continuo di impegno», ha aggiunto Mattarella. «Falcone e Borsellino erano legati tra loro dall’impegno per la giustizia e dalla modernità di metodi di lavoro, dai valori e dall’amicizia personale: insieme a loro e a Francesca Morvillo ricordiamo i loro angeli custodi, anche io li ricordo uno per uno», ha detto ancora il capo dello Stato facendo i nomi degli 8 uomini e donne della scorta morti nelle stragi di Capaci e di via d’Amelio. Mattarella ha stretto la mano a Tina Montinaro, vedova di uno degli agenti uccisi.

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