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"Gettonopoli": procura chiede archiviazione

"Gettonopoli": la procura chiede l'archiviazione a Catania si attende la decisione del Gip

Il giudice Nunzio Sarpietro potrà chiedere

nuove indagini o formulare l'imputazione coatta

"Gettonopoli": la procura chiede l'archiviazione a Catania si attende la decisione del Gip

CATANIA. L’inchiesta sulla cosiddetta “Gettonopoli” comunale, scattata tra la fine del 2014 e gli inizi del 2015, potrebbe non essere giunta al capolinea. Tutto questo nonostante un anno e mezzo d’indagine e la richiesta di archiviazione, della Procura al Gip, inoltrata circa un mese fa. A condurre le indagini, che sarebbero state particolarmente intense e meticolose, gli uomini della locale sezione di polizia giudiziaria della polizia di Stato, incaricata di fare chiarezza, tra l’altro, sulle composizioni delle commissioni, sul numero delle riunioni svolte, sui tempi di presenza alle riunioni di alcuni consiglieri e soprattutto sull’anomalia della presenza contemporanea di alcuni di loro a più commissioni.

Da indiscrezioni sarebbe stato accertato che circa i trequarti dei consiglieri comunali avrebbero partecipato alle riunioni (che hanno un costo) con un ruolo o un incarico. Non ci sono numeri certi, ma dai si dice, sarebbero stati controllati e coinvolti dalle indagini una quarantina di persone. Consiglieri in maggioranza (con il ruolo o di semplici componenti delle stesse o di presidenti) ma ci sarebbero anche dei non politici, definiamoli tali, (una minoranza) che aveva l’incarico di segreteria per la trascrizione degli atti e dei verbali. Il fascicolo dell’inchiesta è adesso nelle mani del Gip (il giudice delle indagini preliminari) in particolare in quelle del presidente di questa sezione del tribunale, Nunzio Sarpietro. Non ci risultano decisioni ufficiali, il Gip starebbe completando la lettura degli atti e subito dopo, con molta probabilità alla fine dell’estate, dovrebbe prendere una decisione. Diverse le possibilità che può adottare.  Tra queste sottoscrivere l’archiviazione, stralciare le posizioni di alcuni indagati, chiedere un eventuale supplemento delle indagini, chiedere ancora la formulazione di nuovi ed eventuali capi d’imputazione, imponendoli anche in maniera coatta.

UBIQUITÀ, TELETRASPORTO, PERMANENZA Sono questi i principali temi sui quali si sono soffermati i Cinque Stelle nell’esaminare i verbali delle sedute di commissioni pubblicati sul sito del Comune. Secondo i pentastellati quasi tutti i Consiglieri sono risultati “afflitti” dal dono dell’ubiquità, per essere risultati presenti, contemporaneamente in più sedute di commissioni tenutesi peraltro in luoghi lontani tra loro. Nel Rendiconto le forti criticità «Patto stabilità non raggiunto» Il Comune, nel 2015, non avrebbe raggiunto gli obiettivi previsti Il Comune non avrebbe raggiunto nel 2015 gli obiettivi previsti dal «Patto di stabilità». La notizia è contenuta all’interno della bozza di Rendiconto che è stato approvato in Giunta. Nel documento alla pagina 55, nel paragrafo del «Patto di stabilità», si legge: «Il rispetto del patto di stabilità ha comportato la necessità , stante l’insopprimibilità delle spese correnti, giunta a un tale livello di contrazione tale da contenere quasi soltanto spese obbligatorie giuridicamente perfezionate, di sacrificare gli impegni sul versante degli investimenti. Tale criticità si dovrebbe verificare per l’ultimo anno, stante il mutamento delle regole per il 2016. L’andamento dei tempi dei pagamenti, pur essendo passato da giorni 308,59 del 2014 a giorni 255,55 del 2015 è ancora lontano dai tempi di pagamento europei». Nello schema pubblicato di seguito si legge che il «saldo finanziario obiettivo in termini di competenza mista» è di 22.708.000 euro e il «saldo finanziario realizzato in termini di competenza mista» è di 7.208.678 euro. Quindi c’è una differenza tra le due voci di 15.499.322 euro. E sotto c’è scritto: «Obiettivo p.s.i. anno 2015 non raggiunto». Nel precedente paragrafo a quello del Patto, quello relativo agli «Aspetti finanziari», nel paragrafo dedicato alle «criticità economiche-finanziarie» gli uffici preposti evidenziavano proprio le forti criticità causate dal taglio dei trasferimenti e dai rigidi vincoli del Piano rientro in vigore: «In continuità con gli anni precedenti, il 2015 è stato un anno molto difficile in quasi tutti gli enti locali, a maggiore ragione per il Comune di Catania che continua ad essere impegnato dai rigidi vincoli del piano di riequilibrio...».

E più avanti: «Un ulteriore elemento di difficoltà è dato dal continuo decremento delle risorse trasferite che per il 2015 hanno comportato tra trasferimenti regionali e statali, una ulteriore riduzione di 29.323.121 euro a fronte della previsione del Piano di 13.910.711. Si conferma quindi un quadro di continua sottrazione di risorse che avviene sia in forma diretta attraverso i tagli, sia in forma indiretta per effetto di altri provvedimenti (tagli ai fondi per il welfare, blocco dei tributi locali...). L’azione della Giunta, in questo quadro, risulta fortemente incentrata sulla ricerca del risanamento del bilancio, con forti azioni di spending review, a partire dalle locazioni passive e della riduzione di personale, Appare chiaro come il federalismo fiscale se non viene accompagnato da azioni di forte perequazione nei confronti dei territori più fragili del paese, rischia di aggravare la situazione dei comuni del Mezzogiorno...». Con lo sforamento del Patto di stabilità dovrebbero essere applicate tutte le sanzioni previste. Il Comune inadempiente è assoggettato ad una riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio o del fondo perequativo in misura pari alla differenza tra il risultato registrato e l'obiettivo programmatico predeterminato. Inoltre il Comune non può impegnare spese correnti in misura superiore all'importo annuale medio dei corrispondenti impegni effettuati nell'ultimo triennio; non può ricorrere all'indebitamento per gli investimenti; i mutui e i prestiti obbligazionari posti in essere con istituzioni creditizie o finanziarie. Inoltre non può procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto E anche la riduzione del 30% dei gettoni di presenza rispetto all'ammontare risultante alla data del 30 giugno 2010.

A partire da oggi il decreto Enti locali sarà all’esame del Parlamento per la sua conversione e già si vocifera della presentazione di emendamenti per rendere meno amare le sanzioni per i Comuni inadempienti.

IL NODO CASSE. La vicenda prese il via nel 2015 quando i 5Stelle di Catania presentarono alla stampa e alla città un voluminoso dossier sul lavoro del Consiglio e soprattutto delle commissioni consiliari, svolto tra il 2014 e il 2015. Nel documento i pentastellati puntarono l’a t t e nzione in particolare su «evidenti eccezioni» riscontrate nei verbali delle riunioni in cui, secondo i Cinquestelle, erano evidenziate anomalie soprattutto per la presenza contemporanea a più commissioni di alcuni consiglieri «ai quali è stato riscontrato il dono dell’ubiquità o del teletrasporto istantaneo». Secondo i Cinquestelle e la senatrice Nunzia Catalfo che nel dicembre scorso chiese all’a m m i n istrazione Bianco «di fare chiarezza e dare risposte esaurienti ai nostri interrogativi» «Leggendo i verbali delle sedute delle commissioni ci sono presenze di consiglieri che coprono lo spazio di pochissimi minuti (anche solo cinque), ma la legge lo consente e non pone limiti di tempo. E’ una libera scelta del consigliere anche se forse l’opportunità suggerirebbe una permanenza un po’ più lunga». Ma quello che spinse il Meetup ad approfondire le carte sulle sedute e a gridare allo scandalo furono le presenze simultanee, lo stesso giorni a più commissioni, di alcuni consiglieri.

«Probabilmente si tratterà di un errore - dissero al momento della presentazione del dossier i Pentastellati - perché è impossibile che alcuni consiglieri riescano a partecipare contemporaneamente, lo stesso giorno e la stessa ora, alle sedute di due commissioni o a spostarsi in zero minuti da una parte all’altra della città». «Ricordiamo che le commissioni gravano sulle tasche dei cittadini per più di un milione di euro e che la nostra richiesta ufficiale di una modifica del regolamento per limitare le spese, riducendo il numero delle commissioni e dei suoi componenti, è stata ignorata dall’amministrazione». Va detto che la durata minima di partecipazione a una commissione per ottenere un gettone non è indicata. 

 

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