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Catania, Amich torna ai domiciliari: «Non inquinava le prove»

L'ex direttore dell'Ispettorato del Lavoro era stato trasferito in carcere perché comunicava con la fidanzata. Ma per il Gip (e la Procura) non discuteva dell'inchiesta Black Job

Catania, Amich torna ai domiciliari: «Non inquinava le prove»

Il Gip di Catania, su parere favorevole della Procura, ha disposto il ritorno agli arresti domiciliari per Domenico Tito Amich, il direttore dell’Ispettorato del Lavoro di Catania indagato per un presunto sistema di favori e corruzione nell’inchiesta Black job.

L'indagato era stato trasferito in carcere qualche settimana in aggravamento dell’ordinanza cautelare perché aveva violato le prescrizioni previste dagli arresti domiciliari perché aveva avuto contatti con la sua fidanzata. Gli accertamenti hanno permesso di verificare che nelle comunicazioni non c'è stato alcun tentativo di inquinamento delle prove. Per questo il Gip ha accolto la richiesta dell’avvocato Salvo Trombetta, con visto favorevole dell’aggiunto Sebastiano Ardita e del Pm Fabio Regolo.

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