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Sac, le nomine "rosa" di Crocetta

Sac, le nomine di Crocetta Indicate Ornella Laneri e Daniela Baglieri

L'ad in pectore: «Sono pronta alla sfida»

Ma pronti i ricordi: «Non ha i requisiti»

Due nomi a sorpresa, ma fino a un certo punto. Un’imprenditrice alberghiera di area Confindustria e una docente universitaria di Economia. È la nuova Sac, tutta in rosa, di Rosario Crocetta. Ieri il presidente della Regione ha deciso le nomine ai vertici di Fontanarossa: Ornella Laneri amministratrice delegata; Daniela Baglieri presidente sono state indicate dai commissari degli enti commissariati dalla Regione (che controlla di fatto il 75% delle azioni Sac). La Camera di Commercio di Ragusa, socio al 12,5%, ha dato le designazioni di Nico Torrisi e Peppino Giannone.

Crocetta parla di «nomine di alto profilo, slegate dalla politica». Ma chi sono Laneri e Baglieri? La prima è catanese, esponente di una famiglia da sempre nel campo del turismo (proprietaria dello Sheraton) e dell’edilizia. Fino allo scorso aprile era presidente regionale di Confindustria Turismo, dalla quale s’è dimessa - sostengono fonti interne - in rotta con Antonello Montante. Il suo link confindustriale è soprattutto il presidente etneo Domenico Bonaccorsi di Reburdone, ma c’è stima reciproca anche con l’ex vicepresidente nazionale Ivan Lo Bello.

«Sì, ho accettato di inviare il mio curriculum», ci conferma nel pomeriggio. Confessando il «dolore personale nei confronti di Nico» (Torrisi, suo collega e amico, ndr), ragione per la quale «sono stata tentata fino all’ultimo di dire no». Ma alla fine ha accettato: «Una scelta di campo. Perché è un ruolo prestigioso, perché Fontanarossa è la porta della mia città». L’imprenditrice catanese rivendica di essere «un nome fuori dal coro della politica». Ma è consapevole della raffica di veleni alla quale sarà sottoposta: «Magari avrò un curriculum da outisider, ma mi sento all’altezza della sfida». Solo una «preghiera», si lascia sfuggire: «Volete massacrarmi? Sono pronta. Ma prima di farlo, mettetemi alla prova!».

La professoressa Baglieri è il coniglio dal cilindro di Crocetta. Molto apprezzata dal rettore di Messina, Pietro Navarra, non ha matrici politiche. In prima linea, fino a ieri, nella “Agrogeneration” con ospite il ministro Maurizio Messina, avrebbe confessato agli amici: «Mi hanno chiamata Crocetta e Castiglione, con i quali non avevo mai parlato in vita mia». Ed è proprio il leader di Ncd, sornione protagonista di queste ultime ore di trattative, a metterci il cappello: «Ha prevalso così come da me auspicato un metodo che privilegia la competenza ed esclude ogni logica di appartenenza a fazioni o partiti», dice Giuseppe Castiglione. Che plaude a «un Cda che si veste di rosa, a noi sono queste le rivoluzioni che piacciono...». Fra gli sponsor di Baglieri - giurano a Palermo - c’è anche Saro Alescio (ragusano ex presidente Crias), che adesso ambirebbe a un ruolo di prestigio all’aeroporto di Comiso.

Ed Enzo Bianco? Il sindaco di Catania potrebbe essere iscritto alla lista degli sconfitti di questa partita. Lui, però, dà questa ricostruzione: «Il mio nome, come confermerò nell’assemblea di lunedì, resta quello di Torrisi. Ma di fronte all’insuperabile obiezione politica del presidente Crocetta, ci siamo fermati. Vista l’indicazione di Laneri, manager di indubbio livello qualitativo, voterò comunque per la scelta dell’attuale socio di maggioranza assoluta». Ma Gino Ioppolo, sindaco di Caltagirone, ricorda al collega Bianco che «è il sindaco metropolitano e non il podestà, stia attento a coinvolgere tutti i primi cittadini dell’ente intermedio in scelte delicate che non sono una sua questione personale».
L’altro potenziale perdente è Antonio Fiumefreddo, amministratore unico di Riscossione, per il quale si era parlato di un posto da «presidente di garanzia» della Sac. Ma le cose, secondo il diretto interessato, sono andate così: «Non sono disponibile ad assumere alcun ruolo nel nuovo vertice Sac. Ho avviato un lavoro importante a Riscossione Sicilia che sarebbe incoerente lasciare a metà. Né vorrei avere la sensazione che qualcuno voglia promuovermi per rimuovermi. Non si è buoni per ogni dove».

Ma dall’altro fronte arrivano parole di fuoco. Prima da Pietro Agen, in nome del gruppo delle associazioni da lui rappresentate: la scelta di Crocetta «sembra dettata, oltre che da indirizzi politici, dalla solita manina confindustriale». E poi l’accusa: «Fra i nominativi sussurrati ve ne sia uno evidentemente privo dei requisiti di legge». Il riferimento è a Laneri (non laureata), per la quale si preannunciano - da parte di Agen e compagni - battaglie ricorsi ed esposti in Procura. 

Sicilia Futura dichiara guerra a Crocetta. Con una felpata minaccia firmata da Totò Cardinale. «Nel governo regionale ci sono due maggioranze e due velocità: una per dividere il potere e l'altra, della quale facciamo parte noi, per tirare il pesante carro di lavoro e responsabilità». Cardinale «non considera chiusa questa vicenda che peraltro rischia di avere risvolti assai inquietanti» e «chiederà il massimo della chiarezza a chi ha le più grandi responsabilità, traendone alla fine le dovute conclusioni». Molto più sanguigno il deputato regionale Nicola D’Agostino: «Veti politici su Torrisi? Crocetta è un contaballe! È evidente che ha dovuto dare ascolto alle solite sirene confindustriali, mente i veri soci di maggioranza avevano altre idee. Temo che fra due mesi lo prenderanno a pernacchie, come merita peraltro».

Con questo clima, l’assemblea Sac di lunedì mattina. Sarà davvero soltanto una formalità?

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