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Strada pubblica con sbarrae citofono "vietata" ai disabili

Strada pubblica con sbarra e citofono "vietata" ai disabili

Succede a Valverde dove una stradella senza sbocco dal 2007 è stata chiusa dal Comune, su richiesta degli abitanti, al passaggio di auto e motorini perchè diventata ritrovo di coppiette e tossicodipendenti

Strada pubblica con sbarra e citofono "vietata" ai disabili

VALVERDE – Quando la strada pubblica diventa… privata. Accade a Valverde. Dove una stradella senza sbocco è ad uso e consumo solo dei residenti: una sbarra, installata nel 2007 dal Comune ne ostruisce l’accesso ad autovetture e motorini. C’è solo un piccolo varco per i pedoni, ma non per i portatori di handicap. Chi vuole accedere deve suonare il citofono posto dove c'è la sbarra e se si è fortunati i proprietari delle abitazioni rispondono e aprono.

 

 

Tutto è filato liscio fino a quando Giacomo, un giovane tetraplegico che una sera aveva deciso di visitare uno dei luoghi più incantevoli di Valverde, non si è trovato la strada sbarrata. “Non andavo in quel posto da almeno 15 anni – scrive -, ovvero prima di quel tragico incidente che mi ha costretto sulla sedia a rotelle. Uno slargo dal quale si ammira un panorama straordinario. Ma appena arrivato, la sorpresa: la strada di accesso, pubblica, era chiusa da una sbarra di ferro, con un cartello che invitava persone "come me" a citofonare ai residenti, se volevo entrare. Nonostante abbia citofonato con insistenza – racconta il giovane - la sbarra è rimasta chiusa. Questo ulteriore ostacolo alla mobilità – considera - dimostra come invece di eliminare le già numerose barriere architettoniche se ne costruiscano di nuove”.

 

 

Il vicolo in questione è denominato “Dei Principi Borghese”, una traversa di via Montedoro. Si chiude con uno slargo naturale che tutti conoscono come “il Panorama”. Apprendiamo dal Comune che la stradella dove s’insediano cinque famiglie, è stata chiusa al traffico veicolare con un’ordinanza sindacale. E’ lo stesso sindaco di allora, Angelo Spina, a spiegare che la chiusura s’era resa necessaria per venire incontro alle esigenze dei residenti che non riuscivano ad uscire e ad entrare dalle loro abitazioni perché la stradella era sempre “occupata” da tossicodipendenti e da coppiette. Decisione, “sperimentale”, presa dopo una serie di incontri con i residenti del luogo, la polizia municipale e i carabinieri, per tutelare i cittadini. “Evidentemente – considera -, non si è tenuto conto che la sbarra avrebbe potuto provocare qualche disagio a chi, come il sig. Giacomo, non è riuscito a passare. Occorre trovare soluzioni alternative”.

 

Intanto, l’attuale amministrazione guidata da Saro D’Agata, sta valutando la questione per cercare di trovare una soluzione che, senza creare nuovi disagi ai residenti, possa permettere il libero accesso a chiunque voglia ammirare uno dei panorami più suggestivi della provincia.

 

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