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Viadotto Petrusa, via alla gara per ricostruirlo

Le offerte per la ricostruzione potranno arrivare all’Anas fino al 10 luglio, poi ci saranno 300 giorni per i lavori

Viadotto Petrusa, via alla gara per ricostruirlo

Viadotto Petrusa, a 17 mesi dalla chiusura e abbattimento dell'opera, arriva la gara d'appalto per la sua ricostruzione. Ad oltre 2 mesi di distanza dalla prima scadenza comunicata agli organi d'informazione, Anas ha annunciato che il bando è stato pubblicato nei giorni scorsi in Gazzetta ufficiale. Ci sarà tempo fino al 10 luglio per proporre delle offerte, poi si provvederà all'aggiudicazione di lavori per oltre 2 milioni e 700mila euro e, soprattutto, dalla durata di 300 giorni.

Significa che, considerati i tempi burocratici della gara, la successiva consegna delle opere e il tempo necessario ai lavori, non vedremo traccia della nuova ss122 prima della fine del 2019, inizio del 2020.

Tutto per costruire e installare un “semplice” viadotto in metallo, come quelli che già si trovano lungo la statale 640, cui aggiungere comunque tre pilastri in fondazione, uno dei quali scenderà nell'area del fiume San Biagio. Per questo sarà necessaria una deviazione provvisionale del “canale di magra”, così come si dovrà realizzare una piazzola sulla sponda sinistra per consentire la demolizione e ricostruzione della campata “superstite”, rimasta ancora in piedi sul lato “favarese” del viadotto. Tutte opere che saranno poi eliminate finiti gli interventi, e che saranno anzi sostituite da lavori di manutenzione e messa in sicurezza dell'alveo del fiume.

Se da un lato non resta che attendere il completamento delle opere, e, soprattutto, sperare che non ci siano problemi di sorta che possano rallentare l'aggiudicazione e la realizzazione dei lavori, dall'altro non si può guardare con preoccupazione alle condizioni in cui versa la viabilità secondaria che consente non solo di raggiungere Favara, ma anche Agrigento provenendo dalle zone a valle.

In più punti queste arterie presentano infatti profondi segni di dissesto causati appunto dall'aumento vertiginoso della quantità di traffico che qui viene dirottato, e il rischio è che in prospettiva alcune di queste possano essere anche chiuse, dato che gli enti competenti (nel caso specifico Libero Consorzio di Agrigento e Comune di Favara) non hanno le risorse economiche necessarie per provvedere a manutenzioni straordinarie di questa portata. Particolarmente gravi sono le condizioni ad esempio di via Guevara: se nel tratto Provinciale è stato già imposto il limite di velocità a 30 km orari a causa delle buche, nella parte di ingresso alla città di Favara la carreggiata è ristretta a causa di un vasto crollo che potrebbe evolvere negativamente in futuro. Quindi, se da un lato si è certamente contenti del fatto che il viadotto sia in via di ricostruzione, contemporaneamente rimane la preoccupazione per la tenuta del sistema complessivo, perché il rischio reale è che, tra ritardi, tempi tecnici, necessità varie, a fare le spese di tutto questo rimangano come sempre solo i cittadini.

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