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Il Papa: «I migranti sono persone, non numeri»

Il Pontefice: non vanno visti come «una minaccia alle nostre comodità» e devono essere trattati con «giustizia» e «compassione»

Il Papa: «I migranti sono persone, non numeri»

CITTA' DEL VATICANO - I migranti non sono «numeri» ma «persone», non devono essere visti come «una minaccia alle nostre comodità», debbono piuttosto essere trattati con «giustizia» e «compassione». E soprattutto la gestione di questo fenomeno, rispetto al quale occorre un’attenzione particolare per i bambini e le famiglie, deve essere condivisa dalla comunità internazionale, per poter dare a «questa sfida umanitaria» una «risposta concreta e degna». A parlare è Papa Francesco in un messaggio all'incontro tra Santa Sede e Messico in cui si discute di migrazioni internazionali. Ma è evidente che queste parole entrano nel non facile confronto a livello europeo e con una nave piena di migranti, l'Aquarius, ancora non arrivata in un porto sicuro. E proposito di questa vicenda, Papa Francesco ha incontrato oggi il cardinale Antonio Canizares Llovera, arcivescovo di Valencia. I contenuti del colloquio non sono stati diffusi e probabilmente l’udienza era nell'agenda vaticana da giorni ma è immaginabile che tra i temi dell’incontro possa esserci stato proprio quello dei migranti, considerato che Valencia è la città che accoglierà la nave Aquarius e che la diocesi spagnola si è già resa disponibile a dare un suo contributo all'accoglienza.

A parlare di migranti anche il Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin: la collaborazione tra gli Stati va «accresciuta e migliorata per affrontare in modo adeguato le sfide della nostra epoca». Anche se «la sfiducia» provoca spesso «politiche emergenziali, c'è una dimensione di umanità che nessuno può permettersi di ignorare», ha detto il numero due della Santa Sede.

Il Papa chiede alla comunità internazionale di farsi carico della questione. «Occorre un cambiamento di mentalità: passare dal considerare l’altro come una minaccia alla nostra comodità allo stimarlo come qualcuno che con la sua esperienza di vita e i suoi valori può apportare molto e contribuire alla ricchezza della nostra società». Nella questione della migrazione - ha detto ancora Francesco - «non sono in gioco solo numeri, bensì persone, con la loro storia, la loro cultura, i loro sentimenti e le loro aspirazioni. Queste persone, che sono nostri fratelli e sorelle, hanno bisogno di una protezione continua, indipendentemente dal loro status migratorio». «Tutti costoro sperano che abbiamo il coraggio di abbattere il muro di quella complicità comoda e muta che aggrava la loro situazione di abbandono».

Oggi il Vaticano ha anche reso noto il Messaggio del Papa per la seconda Giornata Mondiale dei Poveri che si celebrerà il 18 novembre. Il pontefice ha parlato di «una fobia per i poveri, considerati non solo come persone indigenti, ma anche come gente portatrice di insicurezza, instabilità, disorientamento dalle abitudini quotidiane e, pertanto, da respingere e tenere lontani». Tante le iniziative in calendario in tutte le diocesi. Il Papa, dopo la messa nella Basilica di San Pietro, parteciperà al pranzo nell'Aula Paolo VI con circa 3 mila poveri. Lo ha annunciato mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per Nuova evangelizzazione, "regista" di questa iniziativa nata come eredità del Giubileo della Misericordia.

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