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Corruzione Aci catena, condanna in appello per Maesano e Barbagallo

Inflitti due anni, 11 mesi e 28 giorni all'ex sindaco e all'ex consigliere comunale. La pena è stata concordata: resta il risarcimento al Comune ma non avranno , l'interdizione dai pubblici uffici

Corruzione Aci catena, condanna in appello per Maesano e Barbagallo

Due anni, 11 mesi e 28 giorni di reclusione: è questa la sentenza di condanna emessa dalla Corte d’appello di Catania, che ha accettato la pena concordata tra la Procura generale e le difese, per l’ex sindaco di Aci Catena, Ascenzio Maesano e l’ex consigliere comunale ed ex presidente della commissione Finanza, Orazio Barbagallo, finiti sotto processo per corruzione.

In primo grado, il 19 luglio del 2017, il Gip Giuliana Sammartino, li aveva condannati a quattro anni ciascuno di reclusione e al risarcimento del danno al Comune di Aci Catena, che si è costituito parte civile. Quest’ultima parte della sentenza di primo grado non rientrava nel patteggiamento. Maesano, difeso dagli avvocati Enzo Mellia e Giuseppe Marletta, ha già versato 20mila euro di provvisionale all’Ente, e altrettanto sta facendo Barbagallo, assistito dai legali Orazio Consolo e Giuseppe Di Mauro. La condanna inferiore ai tre anni evita ai due imputati l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Maesano e Barbagallo furono fermati, insieme con l'imprenditore Giovanni Cerami, gestore di fatto della Galley Consulting - a processo col rito ordinario - il 10 ottobre del 2016 dalla Dia di Catania per un presunto pagamento di tangenti che l’imprenditore, secondo l’accusa, avrebbe consegnato al consigliere comunale, che l’avrebbe poi divisa con il sindaco. Le indagini si sono avvalse anche di intercettazioni. Per l'accusa gli imputati avrebbero affidato alla società Halley consulting il servizio di assistenza e manutenzione dei sistemi software e hardware del Comune di Aci Catena per oltre dieci anni mediante il ricorso dell’illegittimo istituto del rinnovo del contratto, e in violazione del divieto di frammentazione dell’appalto. E’ inoltre contestata l’aggiudicazione alla Halley consulting del progetto esecutivo Home Care finanziato dall’Unione europea.

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