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«Inamissibile il no dell'Appendino ai rifiuti siciliani»

Il ministro dell'Ambiente Galletti interviene sull'emergenza siciliana e sul blocco posto dai cinquestelle al conferimento dei rifiuti nei termovalorizzatori del Piemonte

«Inamissibile il no dell'Appendino ai rifiuti siciliani»

Gianluca Galletti, ministro dell'Ambiente

«Per quanto riguarda quello che sta capitando a Torino, io sono molto amareggiato, molto. Fare prevalere i piccoli interessi politici sugli interessi nazionali è un fatto gravissimo. La campagna elettorale è finita».

Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, rispondendo, oggi a Bari, a chi gli chiedeva di commentare il no del sindaco di Torino, Chiara Appendino, ad accogliere rifiuti dalla Sicilia. «In Sicilia - ha detto Galletti - è chiaro che c'è stata una mala gestione dei rifiuti e lì abbiamo una emergenza che ci impone, così come è capitato in Puglia, di dover esportare una quantità di rifiuti in altre regioni. Dire di no è un atto che va contro gli interessi nazionali. Oltretutto da parte di una regione che già importa decine di migliaia di tonnellate di rifiuti dalla vicina Liguria».

«Allora - ha aggiunto - qualcuno mi deve spiegare perché i rifiuti siciliani sono peggio di quelli della Liguria. Questo è inammissibile». Per Galletti, oggi «le regioni che chiudono il ciclo dei rifiuti sono quelle che hanno fatto la politica che i Cinquestelle contestano. Sono le uniche regioni in grado di smaltire tutti i rifiuti che producono e che anzi si fanno carico con spirito solidaristico, così come avviene per la Emilia Romagna e il Piemonte, del problema di altre regioni». «Non si può - ha concluso - sempre sposare la pancia della gente, altrimenti avremmo i rifiuti in strada in tutta Italia».

«Sia chiaro al sindaco Appendino e anche gli altri sindaci che si oppongono ai rifiuti: non se la prendano con il presidente Chiamparino, se la prendano con me - ha ulteriormente precisato il ministro - . Perché Chiamparino ha semplicemente risposto, con molta responsabilità istituzionale, a un invito che io personalmente gli ho fatto per risolvere un problema emergenziale che si stava creando in Sicilia: il promotore di quella iniziativa sono io».

«È vero - ha rilevato il ministro - che in Sicilia la gestione dei rifiuti non funziona, che non ci sono gli impianti per lo smaltimento, che la raccolta differenziata è ancora uno scandalo». «Detto tutto questo e chiamando l’amministrazione siciliana alle proprie responsabilità - ha concluso - è inammissibile che si dica oggi di no al trasferimento dei rifiuti in Piemonte».
 

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