WHATSAPP: 349 88 18 870

I catanesi in spiaggia: «Burkini scelta di libertà o imposizione?»

In tanti denunciano come sessista il dibattito in corso e pongono il problema del rispetto delle diverse culture

I catanesi in spiaggia: «Burkini scelta di libertà o imposizione?»

Burkini sì, burkini no. Dal divieto del burqa nei luoghi pubblici in Germania a quello del burkini sulle spiagge in Francia: si accende anche a Catania sotto l’ombrellone il dibattito su costumi da bagno e religione musulmana. Ad oggi, non c’è nessun divieto in vigore in Italia sull’uso di burqa e burkini islamici, e i termini della questione scivolano tra religione, politica e sessismo.

«Non ho mai visto donne islamiche indossare il burkini al mare e penso che vederle in spiaggia è comunque raro - dice Marzia La Ferrera che ha 23 anni ed è una commerciante -. Penso che sia ancora una questione culturale: si tratta di donne sottomesse al marito e non alla propria religione. Questa è un’altra cosa. Condivido, invece, le misure anti-terrorismo adottate dalla Germania e dalla Francia. La sicurezza non è mai troppa, soprattutto quando si vive in un mondo in guerra. Vorrei anche aggiungere un altro concetto: oggi è ancora difficile parlare di parità di sesso quando gli altri decidono come una donna deve andare a mare, in questo caso “svestendola”».

«”Obbligare” qualcuno a fare qualcosa, di per sé, è sempre un gesto sbagliato - commenta Alfio Furnari, sottoufficiale in pensione -. Non sono convinto che sia una misura anti-terrorismo. La donna, piuttosto, deve essere lasciata libera di vestirsi o svestirsi, come in questo caso. Quando i musulmani decidono di vivere in un paese “libero” come l’Italia, però, dovrebbero abbandonare le abitudini che collidono con la nostra cultura. Burqa o burkini sono comunque segni di non integrazione. I musulmani, al di là del credo religioso, hanno una mentalità “bigotta”. Oggi il maschilismo non dovrebbe più esistere».

Maria Flamingo riflette sulla questione e si pone alcune domande «È stata presentata come misura antiterrorismo, ma sembra piuttosto un dibattito sessista. Qual è il confine tra la libertà di professare la propria religione e la necessità di rispettare gli obblighi di sicurezza? È possibile che si tratti, invece, di “limiti” di tolleranza alla cultura orientale? Penso che la questione del burkini sia stata montata ad hoc per distogliere l’attenzione pubblica da altri problemi come l’occupazione che non c’è e l’immigrazione che è esagerata. Tuttavia, è importante che queste donne siano libere di indossare ciò che desiderano, anche se l’uomo è ancora troppo predominante nella loro cultura».

Sotto l’ombrellone, comunque, il dibattito si accende. «Sarebbe il caso che anche l’Italia si adeguasse alle normative della Germania e della Francia - suggerisce Vito Salerno, commerciante -. Sono assolutamente contrario al burqa perché sotto a un mantello nero potrebbe celarsi un nemico. Le cronache fanno sapere che circa il 70% di donne sono obbligate a coprirsi integralmente, a prescindere dalla loro volontà di farlo tant’è che in Paesi come l’Afghanistan gli uomini sono capaci di uccidere le loro donne se si scoprono. Se i musulmani desiderano restare in Italia dovrebbero rispettare la nostra cultura adeguandosi alle nostre regole. Si parla di pluralismo religioso, ma non sono d’accordo, a prescindere; si parla pure di parità di diritti, sebbene anche in Italia, purtroppo, non sia ancora così».

«Quando passeggio al parco con mia figlia e incontro donne con il burqa, mi sento a disagio e mi guardo intorno perché la loro cultura mi spaventa - dice Rosario Vecchio, che vive a Milano – . Molti musulmani sono cattivi e stanno facendo male al nostro Paese. Tuttavia, non si deve fare di tutta l’erba un fascio. La brava gente c’è sempre. Però è anche a causa della nostra cultura dell’accoglienza che il terrorismo è riuscito a prendere piede ovunque». «È una questione controversa - replica Salvo Patanè - e non sarà certo un divieto a ristabilire l’ordine. Perché sindacare sull’abbigliamento di una donna che, comunque, esprime la sua fede? È davvero una misura antiterrorismo o è l’ennesima azione sessista? Occorre che la questione si allarghi e sarebbe anche giusto porsi maggiori domande».

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa