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Rifiuti: da oggi il 12% in meno nelle discariche siciliane, i Comuni temono una nuova crisi

La decisione dalla Regione per l'impasse di Melilli ma si rischia un nuovo caos nelle strade

Rifiuti: da oggi il 12% in meno nelle discariche siciliane, i Comuni temono una nuova crisi

E come recuperare questo margine in pochi minuti? Semplice: tagliando le soglie per ogni centro della Sicilia “considerato che nel corso degli ultimi mesi i comuni avrebbero dovuto incrementare le percentuali di raccolta differenziata, anche in attuazione di quanto disposto nell’ordinanza 5/rif”. Nessun numero, nessuna stima di quanto realmente fatto. Anzi, solo poco tempo fa sulle bacheche virtuali del Dipartimento Acqua e Rifiuti erano apparse le liste di proscrizione dei Comuni che, a centinaia, non avevano trasmesso i report delle percentuali di raccolta differenziata realizzata. E invece per Crocetta la “attesa riduzione” della produzione di per sé basta (quando c’è la fiducia c’è tutto, del resto) a giustificare il taglio. Così nella disposizione “si ritiene necessario procedere ad autorizzare con il presente provvedimento i singoli comuni sulla base della quantità di rifiuti conferiti da ognuno nel mese di agosto con una riduzione del 12%, che corrisponde al conferimento medio giornaliero totale di cui all’ordinanza 5/rif ridotto di tre punti percentuali”.

 

Una misura che, scrive ancora Crocetta, rappresenta uno “strumento utile ai fini di un significativo incremento dell’attuale percentuale di raccolta differenziata” ma che, soprattutto, consente al governatore di non intervenire sulla capacità di trattamento degli impianti di smaltimento in esercizio in virtù della riduzione dei quantitativi autorizzati ad ogni comune. Dove andrà a finire la spazzatura prodotta oltre soglia, o come attuare la misura in sé, ovviamente è tutto da capire. Ma, nel pieno rispetto del gioco della “palla avvelenata” si è trovato almeno di chi è il compito di vigilare: “i presidenti delle Srr”, ai quali spetterà il compito di aumentare la capacità di trattamento degli impianti di smaltimento e/o recupero, anche con l’utilizzo di poteri straordinari, e i sindaci, i segretari comunali e i responsabili degli uffici di Igiene comunali, i quali dovranno “incrementare le percentuali di raccolta differenziata nei territorio comunali di propria competenza”. Senza le gare d’appalto delle Srr e degli Aro praticamente impossibile, dato che i servizi già assegnati possono essere modificabili fino ad un certo punto.

 

Intanto già oggi per i comuni medio-grandi è stato imposto un nuovo limite: chi produce più di 50 tonnellate dovrà applicare un ulteriore 30% di riduzione sul massimo previsto “al fine di consentire al soggetto di gestore le prescritte operazioni di manutenzione dell’impianto”. Tutto il resto, può restare per strada. Rosario disse “differenziata”, e differenziata fu (?).

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