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Palacongressi, elipiste, strade: tutti i ritardi di Taormina in vista del G7

Archiviato il libro dei sogni: si apriranno solo cantieri per lavori che potranno essere conclusi entro maggio. Sì del Consiglio comunale alla pista di atterraggio permanente

Palacongressi, elipiste, strade: tutti i ritardi di Taormina in vista del G7

I progetti faraonici sono già stati archiviati da tempo con la dicitura: irrealizzabili. Non c’è più tempo e, soprattutto, non ci sono i soldi. Ci sarebbe stata comunque la possibilità di realizzare una serie di migliorie importanti che avrebbero reso più accattivante la ricettività, piccoli progetti e pochi soldi ma che richiedevano tempo.

 

Quindi, senza più tanto tempo e con pochi soldi (dai 100 milioni di euro di cui parlava un anno fa l’allora premier Renzi oggi la disponibilità è scesa a 15 milioni) resta solo la volontà di fare tutto il possibile (non tantissimo) con l’orgoglio di non sfigurare davanti agli occhi dei grandi del mondo, rischiando di sprecare un’occasione forse irripetibile.

 

A questo punto il lavoro del commissario straordinario, prefetto Riccardo Carpino (nominato solo il 23 dicembre scorso), è incanalato su un percorso strettissimo e con rischi altissimi. Le scelte, dunque, appaiono doverosamente scontate, oltre che obbligate. La prima opzione segna già un destino: «Non si aprono cantieri e non si avviano opere che non possono essere concluse prima dell’evento».

 

Con pochi soldi e poco tempo, le cose che potranno essere fatte, senza correre il rischio di non ultimarle, sono davvero poche: due elipiste (di cui parliamo a parte), la messa a norma del Palazzo dei congressi, il rifacimento (definito restyling) di alcune strade di Taormina, forse il rifacimento del manto stradale (ridotto davvero male) dell’autostrada A18 Catania-Messina, le migliorie al pronto soccorso dell’ospedale San Vincenzo.

 

Peraltro, ormai, nemmeno il ricorso a eventuali poteri straordinari (con bandi di gara ad inviti per appalti superiori a 1 milione di euro) permetterebbero l’apertura di cantieri in tempo utile per completare i lavori entro maggio. Sarà possibile solo accelerare l’iter burocratico per l’aggiudicazione di appalti di valore modesto.

 

Uno di questi casi è la realizzazione delle elipiste, indispensabile per assicurare il trasporto dei big e dei loro seguiti ristretti, evitando di percorrere le tortuose salite verso il centro storico. E' proprio di questo pomeriggio la notizia che il consiglio comunale della città ionica ha approvato  la variante allo strumento urbanistico richiesta dalla conferenza di servizi del G7 per realizzare un punto di atterraggio permanente nei campetti annessi alla piscina comunale di contrada Bongiovanni.

 

L’assemblea cittadina ha ribadito che non vi sono oneri da attribuire proprio a Palazzo dei Giurati ma le spese dovranno essere interamente a carico del governo nazionale.  Incassato il via libera, si attenderà la ratifica della conferenza di servizi aggiornata a mercoledì presso la sede della prefettura di Messina. Poi dovrebbe essere avviata la fase operativa. Sono attesi i militari del genio dell’Aeronautica per realizzare le opere necessarie. Si dovranno ristrutturare anche le strade di accesso alle piste eliminando problemi atavici come piccole frane ed avvallamenti. Per consolidare il tetto della piscina saranno spesi 220mila euro.  

 

Per il Centro congressi si dovrà lavorare assai celermente per assicurarne, quantomeno, l’agibilità. La struttura nel complesso è assai malridotta, vi sono delle infiltrazioni di acqua e deve essere messo a norma l’impianto elettrico, oltre alla sostituzione totale degli arredi interni.

 

Definitivamente accantonata l’ipotesi di ripavimentare la strada che, da via Umberto (la strada principale) porta al teatro greco. Si ripiegherà sulla meno costosa e di facile realizzazione asfaltatura, mentre si cercheranno soluzioni idonee per rendere più agibile l’unica e angusta via di fuga dal monumento.

 

Restano da definire costi e tempi della rifacimento del manto autostradale della A18.

 

Intanto, già da due giorni, hanno fatto la loro comparsa nel centro storico di Taormina i militari. Un primo accenno di quella che sarà la vera e propria blindatura dei giorni del G7 durante i quali il centro storico sarà «zona rossa» con accesso riservato ai soli residenti.

 

Per il resto, a parte il libro dei sogni (già riposto nel cassetto) e la buona volontà, restano le uniche certezze che sarà possibile offrire agli «illustri ospiti»: il fascino del borgo medioevale e un panorama mozzafiato. Sperando che questo basti.

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