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Sicilianezza, se la realtà è peggiore della trash tv

Così Giletti (500 mila euro l'anno, più 313 mila di bonus)cavalca un populismo che strizza l'occhio, ricambiato, ai grillini. Con la complicità del pressappochismo siciliano

Sicilianezza, se la realtà è peggiore della trash tv

Rieccolo, il Crocetta "gilettoso". Rassicurante e leggero come la cassata che sublima il pranzo domenicale dalla suocera. Orgoglioso e rivoluzionario, nel pollaio festivo. Dove - è la dura legge dello share - più sterco si deposita su quei parassiti dei siciliani e meglio è.

Vero è che il rapporto fra qualità e costo della nostra classe dirigente ha un delta disastroso. È quotidiana cronaca politica, purtroppo. Eppure l'indignazione isolana diventa disgusto nazionale se fra i testimonial c'è Totò Caltagirone da Grotte (deputato regionale per 51 giorni) che incassa 2mila euro di vitalizio al grido silenzioso di «non sono fesso»; o Biagio Susinni da Mascali, rubicondo e inquietante (mai quanto la cravatta del suo avvocato) beneficiario di un privilegio della casta con le sarde, peraltro dovutogli per legge.

Così Giletti (500mila euro di stipendio lordo, più 313mila di bonus) va sul velluto. Diceva Esopo: «È facile essere coraggiosi a distanza di sicurezza»; frase poi arrivata ai giorni nostri in versione anatomico-omofobica. Il conduttore cavalca un populismo che strizza l'occhio, ricambiato, ai grillini. Con la complicità del pressappochismo siciliano. Quello di Crocetta, ieri. Ma è lungo l'elenco di chi, in cambio del suo quarto d'ora di celebrità, si immola da agnello catodico della turpe "sicilianezza". Il governatore fa 'o gallo 'ncoppa 'a monnezza, come dicono a Napoli. Nel salotto in cui (al di là degli alterchi con Klaus Davi, suo ex consulente) è di casa.

Lì, in piena luna di miele coi siciliani, Rosario fu inneggiato per tagli e lotta alle ruberie; proprio lì "abolì" le Province. E ieri, come se non fossero passati quattro anni, col suo Manciugghiali's Karma (lo stesso che, con abile regia, gli fa scoperchiare scandali laddove è in difficoltà: prima formazione e precari, ora i disabili) incolpa l'ex assessore Gianluca Micciché e non discolpa l'Ars.

Bene fa, il presidente Giovanni Ardizzone, a stanare le «falsità» applaudite dal governatore. Ancora meglio farebbe se oggi stesso riunisse i capigruppo del cosiddetto «Parlamento più antico d'Europa» per un ulteriore piano anti-sprechi, ripartendo proprio dagli assegni dei suoi ex inquilini. In risposta non a Giletti; ma ai siciliani.

L'Arena è soltanto l'ultima tempesta mediatica sull'Isola. Prima Le Iene - trasmissione che si fa opposizione - ha stanato l'assessore alla Famiglia facendolo dimettere per manifesta viltà, prima che incapacità, in pasto al pubblico ludibrio con telecamera nascosta; poi Pif - capocomico che si fa capopolo - ha guidato la rivolta delle carrozzelle strappando, dopo la presa di Palazzo d'Orléans, una «soluzione entro due mesi» a Crocetta con cazziatone in mondovisione Facebook.

Entrambe opere buone e giuste. Che rivelano, in controluce, l'irrilevanza del pur rigoroso giornalismo siciliano d'inchiesta rispetto alla risposta del Palazzo sui problemi più volte denunciati. Nel vuoto - effettivo, prima che mediatico - della nostra politica. Questa è la realtà. Che è peggio del trash-tv.
Twitter: @MarioBarresi

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commenti 1
  • guidone

    28 Febbraio 2017 - 17:05

    Tristissime verità raccontate con eleganza ... Standing ovation per Mario Barresi .

    Rispondi

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