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Se le nuove generazioni credono che la mafia sia più forte dello Stato

Gli allarmanti risultati di una indagine dell'Antimafia in quattro Comuni siciliani: Barcellona Pozzo di Gotto, Capizzi, Palagonia, Paternò

Se le nuove generazioni credono che la mafia sia più forte dello Stato

PALERMO - «I giovani non credono che lo Stato sia più efficiente, dinamico, deciso e forte della mafia. E questo è il dato che più mi ha allarmato». Così il presidente della commissione regionale antimafia Nello Musumeci, sintetizza i risultati di una indagine sulla percezione del fenomeno mafioso e del concetto di legalità che ha coinvolto circa 165 studenti della scuola media.

 

Lo studio, condotto sul campione di preadolescenti di quattro comuni siciliani (Barcellona Pozzo di Gotto, Capizzi, Palagonia, Paternò), è stato diviso in due fasce d’età, una relativa alla scuola media inferiore e un’altra sulla popolazione studentesca universitaria, i cui risultati saranno diffusi la prossima settimana.

 

«I risultati saranno presentati ai parlamentari, al governo, a presidente dell’assemblea, ai Comuni, alle scuole», ha aggiunto Musumeci. «Né i ragazzi interpellati nè i professori - spiega - erano a conoscenza che a condurre l’indagine è stata la commissione antimafia, per non condizionare i risultati della rilevazione».

 

«Secondo il campione analizzato - dice Orazio Ricciardello, del dipartimento di scienze della formazione dell’Università di Catania, che ha curato la ricerca - il pizzo è considerato un comportamento più grave del furto in un negozio, ma se si guarda alla risoluzione delle controversie quotidiane la mafia è considerata più rapida, efficiente, decisa e forte dello Stato, nei confronti del quale i ragazzi hanno un atteggiamento misto a neutralità e indifferenza. Scarsa importanza, poi, viene attribuita al pagamento delle tasse».

 

Musumeci ha specificato che l’indagine è stata condotta, a titolo gratuito, salvo un rimborso spese per tre esperte che hanno collaborato alla fase successiva dell’indagine sul campione di 18-22 anni, «perché la politica è sobrietà», ha commentato.  

 

Lo studio è stato redatto da Orazio Licciardello, psicologo sociale della facoltà di Scienze della Formazione di Catania, che ha condotto l’indagine a titolo gratuito. »Ritengo un onore collaborare con le istituzioni - ha sottolineato Licciardello -. E' uno studio che mira a capire i fenomeni sociali. E’ emerso che non ci sono differenze sostanziali tra gli alunni dei quattro Comuni. Tra gli aspetti positivi c'è il livello molto alto dei ragazzi, l’esigenza di comprendere le informazioni e di proteggere la loro interpretazione. Il pizzo è considerato più grave rispetto ad altri fenomeni, come il furto. I ragazzi ritengono che sia molto grave stampare soldi falsi. Ai giovani lo Stato non suscita aspetti nè positivi, nè negativi. Per loro la famiglia è l’unico punto di riferimento, mentre lo Stato nel loro immaginario ha un ruolo marginale».

 

Musumeci, sottolienando che «i ragazzi hanno parlato con assoluta libertà», ha detto che «adesso bisogna capire cosa possiamo fare per convincere i ragazzi che lo Stato è più forte della mafia».

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