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Ban Ki-moon con Renzi nel Canale di Sicilia

Ban Ki-moon con Renzi nel Canale di Sicilia «L’Onu è con voi per fermare i trafficanti»

«L’Onu è con voi per fermare i trafficanti»

Immigrazione, vertice a tre a bordo della nave militare San Giusto
Ban Ki-moon con Renzi nel Canale di Sicilia «L’Onu è con voi per fermare i trafficanti»
ROMA - L’Italia, di fronte all’avanzare dell’emergenza migranti, non è più sola. E l’immagine più evocativa di questo nuovo corso sul tema dei naufragi nel Mediterraneo è quella del premier Matteo Renzi, del Segretario Generale dell’Onu, Ban ki-moon, e dell’Alto Rappresentante per la Politica estera Ue, Federica Mogherini, insieme sulla nave San Giusto, nel mezzo del Canale di Sicilia. Un vertice a tre essenziale per la strategia diplomatica italiana, decisa a investire prima l’Ue, e quindi l’Onu, della centralità del dossier immigrazione, legato tra l’altro a doppio filo con l’instabilità in Libia. Il numero 1 del Palazzo di Vetro arrivava oggi a Roma convinto della necessità che l’accoglienza dei rifugiati debba coinvolgere più Paesi Ue, e non solo quello d’approdo, come previsto da Dublino III.   È sulla strategia per fermare “sul nascere” i trafficanti che, le posizioni di Ban, contrario a un’opzione militare sulle coste libiche, e quella italiana, favorevole ad un’operazione di “polizia internazionale”, si mostravano distanti. Ma al termine della giornata sulla San Giusto qualcosa sembra essere decisamente cambiato. «Come Onu siamo pronti a lavorare con voi. Dobbiamo fermare e prevenire i trafficanti criminali, va trovata una soluzione politica», ha affermato Ban, sposando, in linea di principio, la richiesta arrivata da Renzi, che non ha esitato a sottolineare come, per fermare i trafficanti, l’Italia conti «sul sostegno» delle Nazioni Unite. Un sostegno necessario anche perché, complice l’assenza di un governo unitario in Libia, occorrerà una risoluzione del Palazzo di Vetro per passare ai fatti.   Domani a New York, Mogherini metterà sul tavolo i primi punti del dossier a lei affidato ma già oggi, si apprende da fonti Ue, ha osservato come nessuno abbia parlato di opzione militare sulle coste libiche (tanto che l’Italia definisce la proposta un’operazione di polizia internazionale). E, nel vertice con Ban e Renzi, ha messo in evidenza un punto che potrebbe anche divenire una bozza di mediazione sulla strategia da mettere in campo convincendo definitivamente l’Onu.   Il barcone della strage del 19 aprile scorso, ha ricordato, era partita vuota dall’Egitto ed è stata caricata di migranti solo in Libia: un sequestro dell’imbarcazione avrebbe potuto evitare la tragedia. Le posizioni di Onu e Italia sembrano così avvicinarsi. E il punto da cui partire resta quello che, negli ultimi giorni, ha dato vita anche ad una europeizzazione del dramma dei migranti: «L’Italia, da sola non ce la può fare». Parole sottolineate da Renzi e ribadite da Ban che, racconta chi era presente al vertice, sarebbe rimasto molto colpito dalla sua visita alla nave San Giusto, protagonista delle operazioni di soccorso per l’emergenza migranti e avrebbe assicurato come «alzerà la voce» sulla responsabilità collettiva di queste vicende.   L’Italia, intanto, si prepara ad affrontare l’emergenza con un dispositivo composto da 5 navi, oltre ad elicotteri e aerei a pilotaggio remoto e da ricognizione, utilizzabile anche per compiti legati al terrorismo e che verrà dislocato nel Mediterraneo Centrale. Il tutto nell’attesa che un’azione Ue, sotto egida Onu, prenda forma. Il sostegno delle Nazioni Unite all’azione contro i trafficanti è «un segnale importante» per l’Italia, sottolineano fonti di governo al termine di una visita in cui Renzi non ha mancato di ringraziare i militari della Marina impegnati nel Canale di Sicilia. «L’Italia ha un cuore grande, sta facendo uno sforzo incredibile» ma «il Mediterraneo è un problema europeo e mondiale», ha affermato il presidente del Consiglio. I prossimi giorni diranno se il suo messaggio passerà anche al Consiglio di Sicurezza Onu.

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