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Catania, dalla Cina con furore Lo rapinano e lui si fa giustizia

Catania, dalla Cina con furore Lo rapinano e lui si fa giustizia

Due malfattori in scooter inseguiti e “puniti” da un negoziante orientale in via Acquedotto greco: i due finiti in ospedale con fratture alle gambe
Catania, dalla Cina con furore Lo rapinano e lui si fa giustizia
Chiamiamola pure “giustizia fai da te”. Pericolosa, pericolosissima. Per sé e per gli altri. E, proprio per questo motivo, per quanto si possa provare a comprendere lo stato di esasperazione della vittima, ingiustificabile. L’ha applicata, per così dire, un commerciante cinese che tempo addietro aveva aperto a Nesima un negozio da “lanterne rosse” non molto distante dalla via Acquedotto Greco. Chissà, magari in passato aveva subìto qualche furto e qualche rapina, oppure no.   Di certo c’è che quando ieri mattina ha visto uscire dal suo negozio quei due giovanotti arrivati in sella ad uno scooter “Lml”, che avevano appena arraffato cento euro in contanti, non ci ha visto più: è balzato sulla sua “Mazda” station wagon e si è messo all’inseguimento, raggiungendo i fuggitivi e schiacciandoli sul muro, proprio in via Acquedotto Greco, dopo avergli lanciato contro, non è ancora chiaro fino a che punto volontariamente, la propria auto.   Subito dopo l’impatto, l’orientale è sceso dal proprio mezzo seriamente danneggiato e si è allontanato a piedi. Fors’anche per evitare qualche gesto inconsulto di chi aveva assistito alla scena e non aveva gradito la reazione. Tutto ciò mentre i due rapinatori – Antonino Di Gregorio di 21 anni e Giuseppe Verga di 19, incensurati, che sono stati arrestati per rapina aggravata – venivano condotti in ospedale per essere medicati per fratture alle gambe. Sul luogo dell’incidente, oltre ai vigili urbani per i rilievi di rito, sono intervenuti anche gli agenti della squadra mobile, che identificavano attraverso la targa dell’auto il commerciante cinese e si recavano a prelevarlo direttamente nel negozio.   L’uomo è stato interrogato nel pomeriggio e fino a tarda sera con l’ausilio di un interprete. «Non volevo travolgerli, non volevo mandarli all’ospedale. Durante l’inseguimento, però, ho perso il controllo dell’auto e sono finito sullo scooter», è stata la sua versione dei fatti. Sarà vero? Comunque, l’orientale, che è stato denunciato per lesioni gravi, ha riferito di essere rimasto vittima in passato di altre rapine, ma che questa volta ha reagito per un motivo ben preciso: «Quando quei due ragazzi sono entrati - ha raccontato con l’ausilio dell’interprete - io ero in strada e non ho fatto caso alla loro presenza. A un certo punto, però, ho sentito mia moglie urlare e mi sono preoccupato. Per questo ho reagito, per questo mi sono messo all’inseguimento. Però, vi assicuro, non volevo fare male a quei due».

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