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Palermo, scoperta maxi evasione Nel mirino il gruppo Expert- Pistone

Palermo, scoperta maxi evasione Nel mirino il gruppo Expert- Pistone

Elusione fiscale da 7, 4 milioni contestata al big degli elettrodestici con sedi in tuttla Sicilia. Nei confronti di 5 indagati anche i sequestri di beni per un valore equivalente al denaro sottratto al Fisco. Comparavano l’hi-tech in Portogallo
Palermo, scoperta maxi evasione Nel mirino il gruppo Expert- Pistone
PALERMO - La Guardia di Finanza di Palermo ha arrestato due imprenditori palermitani, Marco Matranga e Salvatore Calamia, accusati di avere evaso l’Iva per 7,4 milioni di euro. Nei confronti dei due arrestati e di altre 3 persone, le Fiamme Gialle hanno eseguito sequestri di denaro, immobili e quote societarie fino alla concorrenza del valore complessivo del debito tributario. L’inchiesta è stata coordinata dall’aggiunto Salvo De Luca ed è nata da una verifica fiscale effettuata nei confronti di una società che vende al dettaglio elettrodomestici e prodotti elettronici e informatici. Nel mirino dell’operazione della Guardia di Finanza è finito il gruppo Pistone - con negozi Expert - che vende elettrodomestici a Palermo e provincia, ma anche a Catania. Società che attraverso una serie di passaggi di merce acquistata anche in zone franche dell’Europa riusciva a vendere pc, telefonini e tv a prezzi molto convenienti.   Matranga e Calamia - che avrebbero organizzato l’intera frode - sono finiti agli arresti domiciliari, mentre nell’inchiesta sono indagatiti anche Giuseppe Guzzo, Pietro Levantino, Piera Amato, Rosaria Costa e Pietro Lusitano che avrebbero, invece, fatto da prestanome delle società “cartiere” e “filtro” coinvolte nell’indagine. Liborio Pinella (legale rappresentante de La Rivendita sas) e Giuseppe Pistone, infine, sarebbero stati i beneficiari del profitto derivante dalla frode fiscale.   Secondo i finanzieri erano state costruite due società cartiere messe in piedi per emettere fatture. La merce partiva da una società con sede a Madeira, zona “franca” del Portogallo, poi transitava nelle due “cartiere” e da qui alla società di brokeraggio, La Rivendita, che a sua volta la piazzava ai propri clienti, tra cui Pistone. In tutti questi passaggi veniva saltato il versamento dell’Iva.   Da quanto ricostruito dai finanzieri, guidati dal comandante della Polizia Tributaria Francesco Mazzotta, ci guadagnavo tutti. Pistone si rivolgeva al mercato parallelo e non ai rivenditori autorizzati e avrebbe comprato all’ingrosso e piazzato al dettaglio merce a prezzi imbattibili con risparmi anche del 25%.

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