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A Catania la motonave maltese Zeran

A Catania la motonave maltese Zeran A bordo 5 cadaveri, ma i morti sono 40

Nuova giornata di sbarchi: arrestati 11 scafisti / VIDEO 1 - 2

A Catania la motonave maltese Zeran A bordo 5 cadaveri, ma i morti sono 40

CATANIA - Il gommone che si avvicina alla nave della «salvezza», i passeggeri si muovono in fretta per raggiungere la meta sognata, ma provocano un incidente: alcuni sono schiacciati e annegano in pochi centimetri d’acqua accumulata nel fondo del natante, altri cadono in mare, anche nel tentativo di afferrare le cime, e i corpi non sono recuperabili. Le vittime sarebbero più di 40. È la ricostruzione dell’ennesima tragedia dell’immigrazione nel Canale di Sicilia fatta dai superstiti alla polizia di Stato di Catania, dove sono arrivati con la motonave maltese «Zeran» approdato in porto con a bordo 197 persone e 5 cadaveri.

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Tra i superstiti anche 28 donne e 40 minorenni, 37 non accompagnati. A fornire le prime cifre è Save the Children, dopo avere parlato con dei sopravvissuti, rivelando che i gommoni soccorsi erano due: su uno c’erano 105 persone che si sono salvate tutte, Sull’altro 197, compresi i corpi dei cinque extracomunitari portati nel capoluogo etneo, che «ha avuto un’incidente».

 

«Ci sarebbe stata un’esplosione o il gommone si è sgonfiato, certo è che ha avuto problemi - riferisce Giovanna Di Benedetto di Save the Children basandosi sui racconti dei superstiti - e alcune decine di persone sarebbero cadute in mare. Secondo una prima stima, si parla di oltre 40 morti». Di «un numero elevato di vittime e dispersi» parla anche la Procura di Catania, che però non dà alcuna cifra: «Per il momento è prematuro - spiega il procuratore Giovanni Salvi - aspettiamo di sentire il maggior numero di testimoni possibili. Ma risulta con certezza, anche attraverso video, che alcune persone sono morte annegate durante la fase del soccorso». La magistratura precisa che «allo stato non sono individuate responsabilità penali di maggiorenni» ed ha disposto l’autopsia sui cinque corpi. Le salme saranno poi consegnate al Comune che ha già predisposto la sepoltura.

 

La squadra mobile della polizia di Stato ha avviato le prime indagini per accertare cosa sia accaduto e identificare le vittime, una delle quali sarebbe stata riconosciuta da un amico, ma anche eventuali scafisti. Intanto continuano gli sbarchi e in Sicilia scatta anche l’ allarme malattie: circa 150 dei 675 migranti arrivati ieri su nave Vega ad Augusta sono stati messi in isolamento nel porto Siracusano per casi sospetti di varicella e scabbia. Per i medici non ci sono pericoli di contagio e la situazione sarebbe sotto controllo.

 

La maggior parte dei malati sono provati e debilitati da un’attesa di due mesi in capannoni in Libia con poco cibo e acqua. A Pozzallo circa cento delle 361 persone soccorse da Phoenix, nave privata che opera per conto di Medici senza frontiere e l’associazione Moas, hanno sintomi di scabbia. A Crotone la petroliera panamense Prince I ha portato 250 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia, ma anche i cadaveri di altri tre, due donne ed un uomo, recuperati in mare durante un’operazione di soccorso. A Trapani sono arrivati 104 extracomunitari su un cargo, e altri 483 a Palermo su nave Borsini della marina militare. Cresce anche il numero degli scafisti fermati dalle forze dell’ordine: uno a Reggio Calabria e tre a Pozzallo dalla polizia di Stato, altri tre a Lampedusa dalla guardia finanza e cinque ad Augusta dal Gicic della Procura di Siracusa.

 

Tra tanti freddi numeri c’è anche il sorriso di Gift, la bambina nata nave Bettica e poi trasferita sul rimorchiatore Asso 29 e arrivata a Pozzallo ieri mattina insieme alla madre di origine nigeriana. Puerpera e neonata sono ricoverate in ospedale a Modica. La bambina pesa 3,3 chili. La mamma Stefany ha voluto darle come primo nome Gift, che in inglese significa ‘donò, proprio per il ‘regalò che ha ricevuto nella traversata dalla Libia alla Sicilia, seguito da Francesca Marina, come l’avevano chiamata i marinai italiani.

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