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Caos trasporti in Sicilia tra voli cancellati

Caos trasporti in Sicilia tra voli cancellati traghetti soppressi e l’autostrada interrotta

Bianco denuncia impennata dei prezzi, Ustica Lines si ferma
Caos trasporti in Sicilia tra voli cancellati traghetti soppressi e l’autostrada interrotta
Caos trasporti in Sicilia per via dell’incendio al Terminal 3 di Fiumicino che ha messo in ginocchio del sistema dei collegamenti aerei da e per la Sicilia, per la sospensione dei collegamenti con le isole minori da parte della Ustioca Lines e per i disagi dovuti al cedimento del pilone del viadotto Himera lungo la Autostrada Palermo Catania. CAOS VOLI. «È assolutamente inaccettabile che si possa lucrare sulla spalle dei siciliani e dei catanesi approfittando di un’emergenza”. A dirlo il sindaco di Catania, Enzo Bianco, denunciando “l’aumento del costo dei biglietti del collegamento aereo tra Roma e Catania”, in seguito “all’emergenza in corso a Fiumicino”. Secondo il primo cittadino le compagnie aeree avrebbero “alzato in maniera spropositata il prezzo del biglietto del volo dalla capitale a Catania. Far pagare da 400 a oltre 600 euro un volo è assolutamente una follia sia diretti che con scalo - afferma Bianco -. Chiedo che l’Enac intervenga per porre rimedio a questo scandalo”. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Giovanni Ardizzone: «È una vergogna, non è più tollerabile che il prezzo di un volo aereo dalla Sicilia a Roma raggiunga anche i 600 euro. Già in condizioni normali il costo di un biglietto è eccessivo, che poi le compagnie aeree, approfittando dell’emergenza per la chiusura dell’aeroporto di Fiumicino, lo alzino ancora di più è scandaloso. Intervenga subito il governo nazionale. CAOS TRAGHETTI. «Questa è un’interruzione di pubblico servizio e la nostra economia turistica rischia il tracollo”. La pensano così i sindaci delle Eolie e anche quelli delle Egadi dopo che l’Ustica Lines, a causa di un contenzioso con la Regione, ha sospeso da stamane i collegamenti tra la terraferma e le isole minori. Attualmente in servizio è assicurato dalla Compagnia delle Isole, ex Siremar. I sindaci di Lipari, Leni, Malfa (Marco Giorgianni, Riccardo Gullo, Salvatore Longhitano) e il vice sindaco di Santa Marina Salina. Domenico Arabia, chiedono corse straordinarie della Compagnia delle Isole; mentre il primo cittadino delle Egadi, Giuseppe Pagoto, annuncia “forme di protesta per garantire i diritti delle nostre popolazioni e di tutti i lavoratori. Facciamo appello al comandante Morace (proprietario della Ustica Lines) affinché revochi la sospensione dei collegamenti». Christian Del Bono, presidente Federalberghi Isole Minori della Sicilia e Federalberghi Eolie, parla di «insensato braccio di ferro tra la Ustica Lines e la Regione. Non ci interessa entrare nel merito di chi abbia torto o ragione. Da una parte una Regione che, con le armi spuntate, paga una serie di leggerezze accumulate nel tempo, e dall’altra il cinico ragionamento di un imprenditore al quale evidentemente non conviene più rimanere in un territorio dove i parametri per l’affidamento dei servizi sono mutati rispetto a quelli decisamente favorevoli ai quali era abituato in passato. Questo nostro pensiero è confermato anche dal fatto che gli ultimi bandi - impostati applicando i nuovi parametri - per Ustica, Pelagie e Pantelleria sono andati deserti. Stiamo valutando con i nostri legali, oltre alla possibilità di procedere per il risarcimento dei danni, anche quella di chiedere l’intervento della Procura per interruzione di pubblico servizio». La senatrice del Pd Pamela Orrù spiega che la vertenza trasporti delle isole minori siciliane è approdata a Palazzo Madama, in Commissione lavori pubblici. “Ho sollecitato l’intervento della Commissione, chiamando in causa anche le condizioni, spesso assai carenti, in cui versano le infrastrutture siciliane”. A seguito del suo intervento è stato deciso di sentire in audizione i protagonisti della vicenda, a partire dall’assessore regionale ai trasporti Pizzo. Intanto, il senatore del Pd Raffaele Ranucci chiede che “il governo incontri al più presto i sindaci dei comuni delle Eolie e Egadi per quella che sta diventando un’emergenza preoccupante». CAOS AUTOSTRADA. Giornata decisiva, per fare scattare l’intervento risolutivo per la demolizione del viadotto lesionato e realizzare la bretella alternativa. Oggi, infatti, è fissata la riunione del Consiglio dei ministri nel corso della quale il governo delibererà lo stato di emergenza, così come era stato richiesto dal presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. Mercoledì scorso, lo ricordiamo, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Giovanni Pizzo, aveva incontrato il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, e quest’ultimo lo aveva rassicurato circa il provvedimento che sarà adottato oggi dal governo Renzi. Nel corso dell’incontro con il ministro Delrio, l’assessore Pizzo aveva chiesto anche misure a favore degli autotrasportatori come quella di ridurre i pedaggi sulle autostrade siciliane. Delrio non aveva glissato e, anzi, si era mostrato interessato dalla proposta. «L’intervento - aveva detto l’assessore Pizzo - sarebbe di aiuto ad una categoria che è stata fortemente penalizzata dall’interruzione autostradale». Ieri pomeriggio, intanto, ha avuto luogo a Roma un vertice al quale hanno preso parte funzionari della Protezione civile regionale e nazionale ed anche tecnici dell’Anas. Da Palermo, in videoconferenza, è intervenuto il direttore Calogero Foti, dirigente generale della Protezione civile. Nel corso della riunione è intervenuto per un po’ anche il presidente della Regione, Rosario Crocetta. Sono state definite le aree di intervento e anche le deroghe che consentiranno la realizzazione della bretella che sostituirà il tratto autostradale interessato dal cedimento strutturale causato da un massiccio movimento franoso avvenuto il 10 aprile. Attendono con ansia il risultato del Consiglio dei ministri anche i sindaci delle province di Palermo e Caltanissetta che sono particolarmente interessati alla vicenda. In questi giorni alcuni primi cittadini madoniti hanno voluto far sentire forte la loro voce, come il sindaco di Caltavuturo, Calogero Lanza, che ha dichiarato: «Ma che stato d’emergenza è se arriva a quasi un mese dal cedimento? Bisogna sbrigarsi». Il Comune di Caltavuturo ha affidato incarico ad uno studio legale che verificherà e quantificherà i danni subiti dai cittadini del centro madonita. Lunedì scorso il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, aveva spiegato che «il piano è già stato studiato dall’Anas e il governo è pronto a dichiarare lo stato di emergenza. Bisogna dare una immediata risposta a quei siciliani che si trovano parte di due Sicilie completamente separate. La gravità di questo danno è stata evidenziata sia dal prefetto di Palermo che da quelli di Caltanissetta e di Agrigento perché si tratta di una situazione di reale emergenza. Secondo le informazioni che abbiamo avuto dall’Anas, i lavori - aveva concluso Alfano - per realizzare i nuovi viadotti sull’autostrada Palermo-Catania dopo la chiusura causata alla frana all’altezza di Scillato potrebbero avere una durata tra i 15 e i 18 mesi. Ovviamente contati a partire dal completamento della demolizione dei viadotti. Il costo dell’opera potrebbe oscillare tra i 27 e i 30 milioni di euro».

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