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Migranti, l’Ue accelera su sistema quote

Migranti, l’Ue accelera su sistema quote Alfano a Catania: «Europa sia solidale»

La Mogherini all’Onu anche per il piano militare in Libia
Migranti, l’Ue accelera su sistema quote Alfano a Catania: «Europa sia solidale»
ROMA - Sono giornate febbrili queste per la risposta dell’Europa all’emergenza immigrazione che vede l’Italia in prima linea. Entro la fine di maggio la Commissione europea presenterà delle proposte per distribuire fra i Paesi membri i rifugiati già nella Ue e per accogliere i richiedenti asilo che chiedono di entrare in Europa. È uno dei punti previsti dall’agenda Ue sull’immigrazione che sarà discussa e approvata mercoledì dal collegio dei commissari. La proposta, si legge nella bozza dell’agenda, «prevede un meccanismo di distribuzione per le persone che chiaramente necessitano di protezione internazionale per assicurare una partecipazione equa ed equilibrata di tutti gli Stati membri a questo sforzo comune».   Gli Stati membri che riceveranno i richiedenti asilo «saranno responsabili dell’esame delle richieste nel rispetto delle regole e delle garanzie». Il meccanismo di distribuzione sarà basato su criteri come il Pil, la popolazione, il tasso di disoccupazione e il numero di rifugiati già accolti. La misura sarà in ogni caso provvisoria in attesa di una soluzione “duratura”. Nella bozza si sottolinea che la Ue «necessita di un sistema permanente per ripartire fra gli Stati membri la responsabilità per i grandi numeri di rifugiati». Entro la fine del 2015 la Commissione presenterà la legislazione per garantire un sistema di trasferimento «obbligatorio e automatico» per i rifugiati «in caso di afflusso massiccio». E «in attesa dell’attuazione di queste misure, gli Stati membri dovranno dimostrare solidarietà e raddoppiare gli sforzi per assistere i Paesi in prima linea».   Sui richiedenti asilo non ancora giunti in Europa, l’Unhcr, l’alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha approvato per la Ue un obiettivo di 20 mila persone da accogliere ogni anno fino al 2020. Nella bozza l’esecutivo di Bruxelles non indica quanti rifugiati è disposta ad accettare in Europa, un elemento che probabilmente sarà concordato all’ultimo minuto.   Ma, si sottolinea nel documento, se alcuni Stati membri hanno dato «un contributo importante», altri «non hanno offerto nulla» e in molti casi «non stanno offrendo un contributo alternativo» per accettare le richieste o aiutare gli altri Paesi nei loro sforzi. Per sostenere questo sistema saranno destinati altri 50 milioni dal budget della Ue. E, «se necessario», sarà presentata una proposta «vincolante e obbligatoria» per un approccio legislativo oltre il 2016.    Intanto il ministro dell’Interno, Aneglino Alfano, incontrando i giornalisti a Catania, ha parlato anche di immigrazione sottolienanco che adesso «l’Europa prima di chiedere altre cose, l’Europa sia solidale sia dal punto di vista economico che da quello dell’accoglienza». «Abbiamo una bussola - ha spiegato il capo del Viminale - che è quella dell’equa distribuzione in Europa e abbiamo un’altra bussola che è quella dell’equa distribuzione in Italia: dobbiamo distribuire i migranti equamente fra i Paesi europei, e saremo credibili se avremmo avuto già noi la forza di distribuirli equamente sul territorio nazionale».   «La Sicilia - ha concluso il ministro - non può subire l’ingiustizia di accogliere il 90% degli sbarchi e anche oltre il 20% dell’accoglienza. Gli sbarchi non ce li può evitare nessuno se non si risolve prima la crisi libica. Sono convinto che l’azione del nostro governo - portare la questione libica al livello di priorità mondiale - possa produrre risultati a livello di decisioni dell’Onu».   È stata una giornata importante anche al Palazzo di Vetro di New York, dove l’Alto Rappresentante per la politica estera della Ue Federica Mogherini, ha illustrato al Consiglio di sicurezza dell’Onu la proposta europea per un piano di emergenza sull’immigrazione in Europa. Quello del flusso di migranti nel Mediterraneo «non solo è un’emergenza umanitaria, ma anche una crisi di sicurezza» ha sottolienato la Mogherini davanti al Consiglio di Sicurezza. «Siamo pronti ad agire ma non possiamo agire da soli, abbiamo bisogno di partnership, deve essere uno sforzo comune e globale» ha aggiunto spiegando che «bisogna distruggere il modello di business dei trafficanti di immigrati ed essere sicuri che i barconi non vengano più usati».  

E l’Italia pensa di schierare navi e droni

Si studiano quindi le opzioni sul contributo italiano in vista del via libera all’operazione internazionale per il contrasto del traffico di esseri umani dalla Libia: per la missione Ue contro i clan che speculano sull’immigrazione, che dovrà essere autorizzata da una risoluzione del Palazzo di Vetro, molto dipenderà dal mandato, vale a dire se l’iniziativa internazionale europea sotto l’egida dell’Onu comprenderà l’opzione “boots on the ground”, ovvero la presenza fisica di forze armate sul terreno, o se invece ci si limiterà, almeno in una prima fase, ad attuare forme più o meno accentuate di controllo navale a poche miglia dalle coste africane.   Nel primo caso, per l’operazione, che potrebbe essere guidata dall’Italia, è possibile anche ipotizzare l’impiego di droni “Predator” ed elicotteri per la sorveglianza dall’alto del traffico marittimo, truppe anfibie (fucilieri di Marina del Reggimento San Marco, incursori del Comsubin, Lagunari dell’Esercito) imbarcate sulle unità da trasporto della Marina militare con il compito di attuare attacchi mirati contro le barche degli scafisti ed eventualmente prendere il controllo dei porti dai quali partono le carrette del mare alla volta delle coste italiane.   Non si tratterà comunque di un “intervento di terra” in senso stretto, con un contingente multinazionale presente in pianta stabile sul suolo libico. Questa è infatti un’eventualità non priva di rischi e molto costosa, che viene considerata praticabile solo in presenza di un’operazione multinazionale di stabilizzazione. Ma non sarebbe questo il caso. Qui si tratta di bloccare le barche e i pescherecci da cui hanno origine i flussi via mare di migranti irregolari verso le coste europee «e questo è possibile farlo anche con il dispositivo aeronavale attualmente in attività».

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